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Morte Renzo Formosa. A “Chi l’ha Visto?” parla Santo Salerno

Il conducente dell'autovettura che investì mortalmente il 15enne: "devo pagare per quello che è successo"

di Alessia Zeferino
28 Marzo 2019
Morte Renzo Formosa. A “Chi l’ha Visto?” parla Santo Salerno
 

Ha chiesto per tre volte il patteggiamento. Cosa che avrebbe comportato una misura diversa dal carcere. Cosa che il Gip, però, ha sempre rigettato in quanto ho ritenuto che la pena non sarebbe stata congrua con la gravità del fatto.

Parliamo di Santo Salerno il conducente dell’autovettura che investì mortalmente giovanissimo Renzo Formosa nell’incidente in via Bartolomeo Cannizzo il 21 aprile del 2017 travolgendolo mentre transitava, di ritorno da scuola, nella corsia opposta.

Ha rotto il silenzio parlando con il collega della trasmissione condotta da Federica Sciarelli “Chi l’ha Visto?” andata in onda su Rai3 ieri sera. Santo Salerno, all’interno dell’abitazione dove vive con la sua famiglia, ha parlato ad Ercole Rocchetti di quell’incidente che ha distrutto la vita del giovane Renzo, dell’intera famiglia Formosa ed anche la sua.

<Mi sento distrutto. Mi sento che la mia vita non è più la stessa. Da quel giorno metà della mia vita è scomparsa insieme al ragazzo> – sono queste le prime parole di Santo Salerno.

<Non ricordo nulla – risponde ad Ercole Rocchetti, Salerno – se non l’impatto e poi il vuoto più totale>.

Alla domanda se avesse bevuto o preso qualche sostanza Salerno risponde: <no, stavo tornando da lavoro. Ero lucidissimo, tornavo da lavoro ed era ora di pranzo>.

<Ho ventiquattro anni ma la mia vita non è più quella di un ventiquattrenne> dice Santo Salerno in lacrime a “Chi l’ha Visto?” quando confessa che probabilmente non tornerà più a guidare per paura e che la sua vita lo vede diviso tra lavoro e casa della sorella per paura e perché non riesco a condurre una vita normale.

E mente nel servizio al volto di Santo Salerno si alternano quelli di mamma Lucia e papà Giulio completamente distrutti dalla morte del loro Renzo mentre si recano in quella maledetta curva dove la vita del quindicenne si spense il giovane che lo investì mortalmente dice: <sono consapevole che devo pagare per quello che è successo>.

I ricordi di Lucia e Giulio Formosa cadono sciogliendosi come neve al sole quando parlano di quel figlio che non tornerà mai più a casa. Di quel figlio speciale che “riempiva” la casa che oggi sembra essere vuota. Sono distrutti Lucia e Giulio mentre raccontano la loro tragedia con alle spalle le foto di Renzo mentre sorrideva alla vita.

E non trattiene le lacrime mamma Lucia quando racconta di quel tragico giorno e di quando fuori dall’ospedale all’apertura del portellone dell’autoambulanza, fuori dal pronto soccorso dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa, Renzo l’ha guardata cercando di rassicurarla nonostante le sue condizioni fossero disastrose.

<Ha alzato il pollice per rassicurarci – dice papà Giulio – e quando è entrato ha chiesto al medico di addormentarlo>.

Dopo ventiquattro ore sotto i ferri, quello che tutti chiamano ancora oggi “guerriero”, si è arreso ed il 22 aprile del 2017 ha cessato di vivere.

Per Santo Salerno il reato è quello di omicidio stradale. Un impatto terribile che oltre all’autovettura coinvolge tre motorini.

<I vigili urbani non dovevano intervenire per incompatibilità ed è per questo che ho subito richiesto una commissione disciplinare> – dice il Sindaco di Siracusa Francesco Italia, durante la trasmissione di Rai3 in quanto il padre di Santo Salerno appartiene al corpo della Municipale.

Una serie di “sviste” ed anomalie. Una patente, di un’autovettura priva di copertura assicurativa, revocata solo nove mesi dopo su richiesta della famiglia Formosa. Due vigili sospesi, quelli intervenuti per i rilievi del sinistro, con retribuzione al 50% del loro stipendio mentre la Procura di Siracusa apre, in un primo momento, un fascicolo nei loro confronti per abuso d’ufficio per poi pensarla diversamente e chiedere l’archiviazione in quanto i mancati accertamenti sarebbero facoltativi e non obbligatori. Un’archiviazione alla quale la famiglia di Renzo si è opposta.

A prendere la parola durante il servizio è anche Sebastiano Salerno, padre di Santo, che per la prima volta ha deciso di mostrarsi alle telecamere.

<Mi trovavo nel luogo – dice Sebastiano Salerno – perché nell’incidente era coinvolto mio figlio che è stato trattenuto in ospedale per circa due ore ed è apparso vigile nonostante non siano stati richiesti i test>.

<Non posso essere in disaccordo con la mamma di Renzo – dice il padre di Santo Salerno – e sono certo che mio figlio pagherà per quello che ha fatto>. 

<Spero che prima o poi mi perdonino e mi auguro che mi diano la possibilità di poter parlare con loro. Non sono distrutto per la morte del ragazzo ma distrutto perché era un ragazzino, anche più piccolo di me, e questa cosa me la porterò per sempre> – dice in conclusione Santo Salerno lanciando, quasi, un messaggio alla famiglia del giovane Renzo Formosa.

 

Il servizio di “Chi l’ha Visto?” è visibile allora 1.55.48

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Tags: chi l'ha visto?omicidio stradaleRenzo Formosa
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