News. Milano, la metropoli lombarda, ai tempi del Coronavirus che da ieri è diventata zona rossa.
La storia che racconteremo oggi è quella di Giulia Intagliata: giovane socialmedia manager siracusana, di 26 anni che vive a Milano e che ha deciso di rimanere nella zona rossa «e avere riguardo per i propri cari».
Dalla sua permanenza forzata nel capoluogo lombardo nasce un’idea che potrebbe «far sentire tutti più vicino, sopratutto i genitori che stanno vivendo con grande angoscia la lontananza dei propri figli da casa propria», spiega Giulia a Siracusa Times.
Giulia ha deciso di realizzare un “diario di bordo”, affidando ai social i suoi racconti affinchè da «tutta questa situazione che non ha niente di buono esca qualcosa di positivo», ci dice la giovane siracusana.
«Ho creato sia una pagina Facebook che si chiama CapidWriter, che una pagina Instagram dal nome @capidwriter», racconta Giulia.
«Ho deciso che da oggi parte il mio diario di bordo dove racconteró i giorni che verranno – scrive così Giulia sulla prima pagina virtuale scritta di getto ieri sera in quel di Milano – Perché? Ho deciso di raccontare perché mi metto nei panni di quei genitori (in primis i miei) che hanno i figli a 1200km di distanza e l’unica cosa che vorrebbero è quella di riportarli a casa. Un modo per fare sentire tutti un po’ più vicino».
Nelle sue parole, Giulia, mostra come di punto in bianco – dopo la diffusione della bozza del decreto firmato ieri dal capo del Governo, Conte – ci si senta In gabbia. In trappola.
«È così che ti senti. È così che il panico e la paura ti sovrastano. È così che si saranno sentiti coloro che ieri sono saltati sul primo mezzo disponibile e sono tornati giù – scrive Giulia – Non posso non negare che quella bozza di decreto è stata un gran bel colpo. Un gran bel colpo perché anche se sei consapevole della scelta che hai fatto di vivere a km di distanza dalla tua terra, avere privata la libertà di prendere un aereo e correre ad abbracciare i tuoi cari è un qualcosa di veramente poco piacevole».
Giulia, nonostante la voglia di tornare a casa e abbracciare i suoi cari, scrive ancora «Sono rimasta qui, a casa. Perché in fondo Milano, anche se mi fa essere lontana dalla mia famiglia, è casa mia. È il posto in cui ho scelto di costruire, provare, fallire e realizzare e in fin dei conti per quanto ti opponi non puoi far altro che prenderne atto».
Com’è stato il primo giorno nella zona rossa? Giulia racconta anche questo: «il primo giorno in una Lombardia zona rossa l’ho trascorso tra cibo e qualche messaggio, tra una partita alla play e risposta a qualche chiamata. L’ho trascorso sospirando e sorridendo…e pensando che l’unica arma di cui ci si può armare è la pazienza».
Giulia sa che i giorni a venire saranno molto difficili e duri, ma non si perde d’animo: «il #day1 doveva avere qualcosa di positivo, e se nei prossimi giorni volete sapere come va ci vediamo su Instagram in una pagina un po’ improvvisata ma che sa di positivo», conclude.


