Antonella Leone è un fiume in piena pronta a travolgere di positività chiunque le stia accanto. La sua vita di donna e mamma è caratterizzata da un perenne viaggio catartico che la vede quotidianamente colorare il mondo con pennellate di acquerelli ricche di emozioni e sfumature.
Nel dicembre del 2017 la Leone aveva pubblicato il suo primo libro “Ogni vita merita una favola” fino quando la scrittrice ha deciso di impegnare le proprie forze su un volume di 140 pagine, con un glossario che spiega termine per termine, dal titolo “Architetture degli abissi. Memorie e melodie dalle tonnare di Sicilia” pubblicato da Bonanno Editore.
Un libro che la Leone ha presentato lo scorso primo dicembre, nella splendida cornice di Villa Reimann, con i graditissimi interventi dell’assessore alle politiche culturali di Siracusa Fabio Granata, il maggiore dell’esercito Tommaso Gargallo di Castel Lentini e la presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio Patrizia Maiorca.
Nata a Reggio Calabria Antonella Leone, che vive tra Siracusa e Roma, ha studiato presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Catania conseguendo laurea specialistica in “Valorizzazione dei Beni Archeologici”. Saggista e docente a contratto, è stata consulente della Regione Siciliana – Assessorato al Turismo – in qualità di promotrice di itinerari per la fruizione del patrimonio culturale e archeologico, con particolare riguardo alla Sicilia di età greca e alla Sicilia delle tonnare. Ma Antonella a Reggio Calabria è solo nata perché già il giorno dopo è arrivata in Sicilia, quella Sicilia che tanto ama e che la rende orgogliosa.
Una presentazione particolare quella dello scorso primo dicembre dove l’autrice è riuscita a “stregare” il pubblico presente narrando delle leggende inedite scritte all’interno del suo libro.
<Il libro è un atto d’amore per le antiche tradizioni della propria terra, ormai quasi completamente scomparse> – ha detto Tommaso Gargallo di Castel Lentini.
<Perpetrarne la memoria costituisce perciò l’imperativo morale dell’autrice, che attraverso l’uso di fonti scritte e orali ricostruisce la storia delle architetture degli uomini del mare> – ha concluso Gargallo autore della prefazione di “Architetture degli abissi. Memorie e melodie delle tonnare di Sicilia“.
<Ho affrontato la stesura del libro come una sorta di gran tour, a partire già dal mio percorso universitario, le fonti alle quali ho attinto sono storiche, archeologiche, letterarie, etnoantropologiche con costante riferimento al mondo antico della mitologia in dialogo con le sopravvivenze odierne, ho consultato archivi pubblici e privati, ho effettuato sopralluoghi autoptici presso tutte le tonnare della nostra Sicilia> – ha detto Antonella Leone.
E non manca neanche l’aspetto catartico scaturito dall’incontro e la testimonianza dell’autrice con il figlio dell’ultimo rais della Tonnara di Santa Panagia. <Attraverso la testimonianza di Salvatore Fontana, figlio di Giuseppe il rais detto Piddu, è stato possibile ricostruire le molteplici dinamiche che si espletavano in seno alle tonnare> – ha detto l’autrice.
E alla poetica si è mescolata, in maniera inesorabile, anche la verità della mattanza del tonno. Una mattanza letta come un rito sacrificale in cui il <rosso diventa il colore unico: uomo, mare, tonni e muciare condividono lo stesso odore nauseabondo, lo stesso sangue che scorre vorticosamente nelle vene dei coraggiosi tonnaroti e quelle dei tonni che inchiostrano il mare. E’ il preciso momento in cui i tonni ormai stipati e spossati non hanno più scampo> – dice la Leone.
E proprio in questo rituale dove i tonnaroti, come lupi digiuni si avventano sui grossi pesci con l’uso di fiocine e arponi, che l’autrice riesce a imprimere nel suo libro la profonda tristezza esistenziale, da un lato la morte già annunciata, dall’altra la necessità di sussistenza e di vita che vede come protagonista il tonno <un fratello mandato da Dio>.
Tra tradizioni, visioni storiche e culturali abbiamo chiesto all’autrice a chi è stato dedicato “Architetture degli abissi. Memorie e melodie dalle tonnare di Sicilia“.
Dopo un secondo di silenzio Antonella Leone ha risposto fiera ma con la voce spezzata: <a mio padre che anche da lassù continua ad amarmi>.
Forte. Intraprendente. Sensibile. Testarda. Amante della verità e fiera del libro più bello che ha creato: le sue tre figlie, Antonella Leone oltre a altre presentazioni in cantiere spera vivamente che <“Architetture degli abissi. Memorie e melodie dalle tonnare di Sicilia” abbia il giusto valore da testo storico che narra le radici di una Sicilia tanto bella quanto incantatrice di tradizioni popolari>.






