News Siracusa: da poco è giunta notizia che Rosa Lanteri, Alessandra Trigilia e Aldo Spataro che si videro chiedere 100 milioni di danni, poi saliti a 423, per aver bloccato speculazioni in zone archeologiche sono stati rimossi. Il pretesto è che erano lì da troppo tempo. In realtà altri, dopo dieci o dodici anni, sono ancora al loro posto. Lantieri, Trigilia e Spataro, non arrivano a cinque anni.
Il decreto del 1988. Titolo del decreto era: «Dichiarazione di notevole interesse pubblico del bacino del Porto Grande e altre aree di Siracusa». Il contenuto dichiarava chiaramente che il bacino che si estende lungo la costa di Ortigia va considerato come uno spettacolo unico al mondo e in quanto tale dovrà essere preservato, vincolando eventuali modifiche del territorio.
La violazione del decreto. Cuffaro grazie ad un accordo di programma fece partire i lavori, ormai ardui da fermare, per il primo dei due porti a differenza del secondo che fu bloccato. Ma non risulta essere un singolo caso. Mariella Muti, sovrintendente moglie di un architetto progettista di un condominio di lusso poi bloccato sulla Balza Acradina, a un certo punto diede il via libera al piano regolatore che consentiva una concentrazione volumetrica nell’area tutelata dell’ Epipoli.
La stessa si pensionò usando la legge 104 (assistenza a familiari disabili), per poi giurare cinque giorni dopo come assessore comunale.
Lanteri, Trigilia e Spataro i soli a combattere il cemento nelle aree archeologiche protette. I sopraintendenti colpevoli oggi di aver imposto il rispetto delle tutele, si sono ritrovati a fronteggiare un intimidazione di non poco conto, fornire 268 milioni di euro per lo stop al porto e altri 155 per il blocco alle villette e ai centri direzionali, per un totale di 423 milioni. In questo contesto hanno visto dalla loro tutti gli ambientalisti, di destra e di sinistra, e soprattutto di Italia Nostra, ma nessun rappresentante dello Stato.
Le accuse di ostacolo al “progresso” cementizio sono ciò che più turba dell’ intera vicenda come se ancora una volta la tutela delle zone protette possa essere prevaricata da intenti speculativi.
Queste le notizie apprese, nelle ultime ore, dal Corriere della Sera.
Vedremo gli sviluppi del progetto “Mega porto” a Siracusa forse a breve tempo, ora che chi era contro è stato silurato.


