E’ il tempo della conta dei danni e dei disagi in provincia di Siracusa ed in particolare nel capoluogo, dove il maltempo, lo scorso fine settimana, ha fatto la sua parte ma su un tessuto strutturale, specie in materia di edifici pubblici, che fa acqua da sé e da troppo tempo. La riflessione a voce alta, quando il tema è ritornato di grande attualità, è ancora una volta del Comitato scuole sicure di Siracusa, presieduto dall’architetto Angelo Troia e costituito da un pool di genitori professionisti del settore, che da qualche mese operano sul territorio, con un lavoro certosino di accesso agli atti negli enti pubblici per poter ricostruire un quadro, chiaro ed obiettivo, delle condizioni in cui versano gli istituti didattici, di ogni ordine e grado, e proporre una progettualità virtuosa e condivisa.
“La sicurezza nelle scuole è e rimane un gravissimo problema – premettono i referenti del Comitato – dove le responsabilità civili e penali del dirigente scolastico, del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente dipendono dal potere decisionale e di spesa di altri soggetti, quali i comuni, le province, le regioni, il governo centrale e anche i privati. Sembra un paradosso, ma è così”.
“Sindaci, presidenti di Provincia, presidenti di Regione e privati – sottolineano i membri del comitato – vanno considerati alla stregua di veri e propri “proprietari” degli edifici scolastici e quindi, come tali, responsabili in pieno, dal punto di vista civile e penale, delle loro omissioni”.
“La differenza, invece, invocata come un tentativo di scusante – precisano i membri del Comitato – è sostanziale, poiché il “ruolo politico”, non avendo generalmente chi lo riveste conoscenze, competenze ed esperienze specifiche, tende a trasferire le responsabilità ai funzionari/dirigenti addetti al “ruolo amministrativo” e di conseguenza il trasferimento di tale responsabilità ai dirigenti scolastici che, per contro, non hanno in concreto “pieni” poteri organizzativi e di spesa, così come richiesto espressamente dal Testo Unico sulla sicurezza”.
“Lo stato di “cattiva manutenzione” degli edifici scolastici – scendono nel dettaglio i professionisti – le condizioni igienico-sanitarie critiche, l’inquinamento da traffico, il rumore, la quasi inesistente adesione ai protocolli operativi per la pulizia delle aule scolastiche e della loro bonifica ambientale, le sostanze chimiche presenti nel mobilio e nelle pareti, la polvere, la possibile presenza di RADON, etc…. fanno sì che bambini e ragazzi frequentino scuole in cui umidità, muffe, temperature non adeguate, scarsa ventilazione, servizi igienici malfunzionanti, contribuiscono all’insorgere o all’aggravarsi di malattie respiratorie”.
“La pericolosità dell’inquinamento indoor (interno) – evidenzia il Comitato – per bambini e ragazzi è data, soprattutto, dalla durata dell’esposizione (6–8 ore al giorno) e dalla maggiore suscettibilità a tali fattori”.
“Ormai a Siracusa – continuano gli esperti – tutto ciò che è di pertinenza e di competenza dell’amministrazione comunale non funziona: scarsa capacità programmatica (leggasi vulnerabilità sismiche ancora in alto mare), scarsa capacità di pianificazione, scarsa manutenzione ordinaria e quasi nulla manutenzione straordinaria”.
“Il Comitato Scuole Sicure Siracusa – concludono – sta vagliando la documentazione tecnico/amministrativa di tutti gli edifici scolastici siracusani ed informerà, tramite stampa, tutte le famiglie, il personale della scuola, gli studenti sullo stato dei singoli edifici e rischi potenziali per la salute e la sicurezza”.

