Lentini. Era un brigadiere in pensione da circa sei anni, la vittima dell’agguato avvenuto ieri in una contrada di campagna.
Luigi Venezia aveva avuto un ruolo da investigatore nella squadra dei “Lupi” del comando provinciale di Catania. Attività che al momento gli inquirenti non collegano all’omicidio.
Secondo le prime indiscrezioni, Luigi Venezia era stato vittima nel settembre del 1992 di un agguato ad opera di due sicari che spararono alcuni colpi di fucile contro la sua auto, nella circonvallazione di Acireale e lo ferirono al gomito.
Il brigadiere riuscì a mettere in fuga i suoi aggressori, rispondendo al fuoco. Diverse inchieste “Ficodindia” hanno poi accertato che i sicari sarebbero stati mandati dai vertici del clan Laudani, il cui obiettivo era quello di eliminare un investigatore troppo scomodo per la mafia.
La sua morte avvenuta ieri intorno alle 13,30 in contrada Sabuci sarebbe per gli inquirenti un tentativo di rapina finito male dove la vittima avrebbe reagito con la sua pistola, che non è stata trovata, e sarebbe stato colpito mortalmente alla testa.
(Notizia in aggiornamento)


