«Sono ormai passati 4 mesi (dicembre 2020) dal fallimento dell’azienda e addirittura 6 mesi (ottobre 2020) dall’inizio delle concertazioni, da parte dei Sindacati con le grandi committenti e con le aziende dell’indotto industriale, per garantire il mantenimento del posto di lavoro ed evitare, inoltre, il depauperamento delle competenze delle maestranze e dei professionisti, acquisite in tanti anni di esperienza».
A scrivere sono i “lavoratori dimenticati della ex BPIS” che ormai stanchi e delusi attendono da tempo una possibilità di reinserimento.
Sono lavoratori, padri di famiglia e cittadini contribuenti che chiedono a gran voce «che venga restituita dignità e considerazione».
«A differenza dell’area industriale di Milazzo e di Gela, nella nostra area Industriale – si legge ancora nella nota – non sono previste le “clausole sociali” nei contratti d’appalto».
Tutto ciò non dà nessuna garanzia sociale ai lavoratori.
«Cogliamo benevolmente la piena disponibilità della Sonatrach Italia, che nella sua ultima lettera del 15/2/2021, ha invitato le OOSS (Sindacati territoriali dei Lavoratori) a fornire proposte attuabili e sostenibili – scrivono i lavoratori – al fine di impiegare i Lavoratori rimasti inoccupati e reinserirli nel contesto produttivo ed industriale».
I lavoratori dell’ex BPIS attendono che i rappresentanti sindacali, in occasione del prossimo incontro con la Committente, si facciano «promotori di istanze accoglibili ed adeguate e diano prova del loro impegno con chiarezza ed univocità. In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, le forze sindacali assumono un ruolo più che mai importante e delicato».
«Abbiamo molto da offrire – concludono – chiediamo ancora una volta che venga restituita dignità e considerazione ai lavoratori».


