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La mostra From Oxford to Siracusa: “un’occasione riscoprire il nostro patrimonio culturale”

di Redazione
5 Dicembre 2016
La mostra From Oxford to Siracusa: “un’occasione riscoprire il nostro patrimonio culturale”
 

from-oxford-to-siracusaNews: “From Oxford to Siracusa – Dallo Scavo al Collezionismo alla Musealizzazione” è il titolo della mostra che verrà inaugurata il prossimo 7 dicembre nella Sala Caravaggio della Soprintendenza. A tagliare il nastro della cerimonia saranno l’Assessore ai Beni Culturali  e dell’I S. Avv. Carlo Vermiglio, il Dirigente Generale ai Beni Culturali  e dell’I.S. Dott. Gaetano Pennino, e l’On. Vincenzo Vinciullo Presidente della II Commissione Bilancio e Programmazione ARS. Interverrà il Soprintendente dei Beni  Culturali e Ambientali di Siracusa, Dott.ssa Rosalba Panvini, che illustrerà le motivazioni e il percorso scientifico della Mostra.

Una mostra che nasce dalla sinergia instauratasi tra la Soprintendenza di Siracusa e l’Ashmolean Museum che ha concesso, per l’occasione, il prestito 12 oggetti facenti parte delle sue collezioni, ma ritrovati in Sicilia tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del secolo successivo.Tali oggetti, come moltissimi altri reperti archeologici di quel Museo, provengono da scavi condotti nei siti della Sicilia e della Magna Grecia in maniera incontrollata, da Sir Arthur Evans e poi donati all’ Ashmolean  Museum.

Moltissime furono le collezioni dei Musei di altri paesi europei formatesi  in quei secoli e che purtroppo  privarono  il patrimonio culturale italiano di molti beni archeologici dei quali oggi non può essere riconosciuto il contesto di provenienza. Tanti altri oggetti archeologici, entrati a far parte dei principali Musei Europei e di Oltreoceano, furono acquistati dal mercato clandestino e sono ben note le vibrate proteste che già Paolo Orsi e diversi archeologi  italiani, fecero a riguardo di tale attività, alla quale ha posto un freno l’intervento delle forze  dell’ordine ( Polizia, Finanza; Carabinieri e soprattutto il Nucleo Tutela Culturale istituito nel 1969).

In occasione della Mostra siracusana saranno quindi  presentati al pubblico ceramiche attiche a figure nere e a figure rosse di ottima fattura sicuramente riconducibili ai corredi delle necropoli della Sicilia, unitamente ad alcuni oggetti recuperati nel corso di indagini scientifiche metodologiche  condotte dalla Soprintendenza nei precorsi anni. L’accostamento tra i due gruppi di oggetti in esposizione (ossia quelli concessi in prestito dall’Ashmolean e quelli della Soprintendenza) permette di far risaltare l’importanza dei ritrovamenti effettuati nell’ambito di una attività scientifica, che spesso permette di riportare alla luce oggetti anche in frammenti, ma cui l’importanza è impreziosita dalla conoscenza del loro riferimento storico, topografico e culturale.

Questa Mostra conclude un percorso intrapreso dalla Soprintendenza nel corso di quest’ultimo anno, che ha visto l’organizzazione di due Mostre in cui sono state presentate una parte di oggetti sequestrati dal Comando della Guardia di Finanza (La Luce dell’Onestà) e dal Comando dei Carabinieri (Sentinelle dell’Arte) attraverso le quali si è voluto stimolare l’interesse dei visitatori ad una maggiore attenzione nei riguardi del patrimonio archeologico e sulla necessità di una maggiore tutela da portare avanti non solo dagli Organi preposti, ma anche dai cittadini cui, in effetti, appartiene lo stesso  patrimonio culturale.

In merito alla mostra “From Oxford to Siracusa- Dallo scavo, al Collezionismo alla Musealizzazione, l’Assessore ai Beni Culturali e all’Identità siciliana Carlo Vermiglio dichiara:  “La collaborazione culturale tra la Soprintendenza di Siracusa e l’Ashmolean Museum di Oxford, ha permesso il temporaneo ritorno d’ importanti reperti archeologici sottratti nel tempo al nostro patrimonio sottolineando il significato del contesto per  la piena conoscenza di un’opera.  Un’occasione rilevante di riappropriazione della memoria culturale di questo territorio che afferma l’importanza del dialogo e della cooperazione sinergica tra le istituzioni culturali e le Forze dell’Ordine, in nome di valori ormai inderogabili”.

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