“Lunedì scorso ho vissuto una disavventura”, inizia così la storia di un giovane marocchino di 26 che di professione fa l’ambulante come il padre, nelle fiere e nei mercati.
Vive in Italia dal 2003 Younes e ha studiato e imparato l’italiano a scuola.
La “disavvetura” di cui parla Younes è accaduta a Noto durante il mercatino settimanale a Piazza Fazzello.
L’altro protagonista della storia è un vigile urbano che «mi ha chiesto di far rientare negli spazi del mio posto, la mia bancarella – racconta il giovane – ma le strisce che delimitano il mio posto sono tutte cancellate e lui stesso (il Vigile ndr) la settimana precedente ci aveva chiesto di collocarci nel modo in cui ero messo».
Dopo «mi ha chiesto il mio documento di identità e l’ho consegnato – aggiunge il giovane – ma questo (il Vigile ndr) mi ha pure chiesto la patente e io in quel momento non ce l’avevo perché l’avevo dimenticata nel furgoncino piccolo che usa mio padre. Poi per quale motivo avrei dovuto mostrare la patente se non stavo nemmeno guidando?».
«Io mi sono rifiutato di firmare il verbale – ci dice ancora Younes – e lui ( il Vigile ndr) mi ha fatto una denuncia per resistenza a Pubblico Ufficiale e mi ha fatto un verbale per guida senza patente e occupazione abusiva di suolo pubblico».
Al termine della telefonata Younes quasi a giustificarsi ci precisa che «in 17 anni mai ho ricevuto una multa e ho sempre studiato prima e poi lavorato nel modo più onesto possibile. Ho comprato il posto per la bancarella, sono in regola con la licenza e anche con il subingresso. Ho pagato anche la Cosap prima della scadenza. Quella che ho subìto è stata una vera ingiustizia».
«Mi rivolgerò all’autorità giudiziaria – ci dice in conclusione Yousef – non si trattano così gli immigrati regolari e onesti. Quello che è successo non è affatto giusto».


