Cinema Siracusa: è il film Hunger Games – Il canto della rivolta / parte 1– ad aprire e ad entusiasmare questo weekend cinematografico aretuseo.
Prosegue la rivolta della resistenza e del suo catalizzatore femminile Katniss, il simbolo del dolore e dello struggimento dei distretti stanchi ormai di sottostare ai giochi di potere di Capitol City e del Presidente Snow.
Giunto al suo terzo (e penultimo) capitolo cinematografico, Hunger Games, sembra ripercorrere la vecchia logica di blockbuster fatto di melodrammi, di violenza e anche di amore. Ma grazie ai suoi fan sarà di sicuro un grande successo di incassi.
Si prosegue con I Vichinghi, ennesima riproposizione sullo schermo degli antichi guerrieri/navigatori ma questa volta con un approccio diverso. Non l’avventura, i combattimenti e la violenza ma ben altro: l’essere alieni. Perchè essere vinchinghi, per storia e tradizione, significa essere diversi dal resto del mondo. Anche questa volta in una landa sconosciuta, in costante fuga da un nemico, questa volta gli scozzesi, che incombe come la morte in battaglia che tanto i vichinghi ricercano.
Si ride in maniera semplice e spassosa ne I pingiuni di Madacascar. Adorabili e amanti della strategia dell’ultimo minuto e persino dell’azione in assenza di qualsivoglia strategia, i pinguini bucano lo schermo: regalano allo spettatore esilaranti effetti speciali che causano molto spesso senza rendersene conto. Sta proprio in questo l’effetto che i quattro pinguini provocano a grandi e piccini. Tante risate assicurate, in un film d’animazione ricco anche di scene nonsense e di chiare parodie all’industria cinematografica holliwoodiana.
Nel mare magun delle commedie made in italy e dei suoi preconfezionati protagonisti monointerpretazione, arriva Scusate se esisto. La comprovata coppia Paola Cortellesi/Raul Bova ritorna a recitare in una commedia dove si denunciano le stranezze nel mondo del lavoro in Italia: il talento di una donna/architetto (Paola Cortelelsi) lasciata nell’ombra da un mondo maschile privo di creatività e talento. Così – Scusate se esisto – mette sagacemente in ridicolo un problema abbastanza reale, quello della meritocrazia, nonostante il tutto sia condito con il solito humour frizzante tipicamente italiano, tipicamente nostro.


