“Piatto ricco, mi ci ficco!” Ed è davvero ricca la programmazzione cinematografica per l’arrivo delle feste. Tanti film, per tutti i gusti, per i cinefili e per gli amanti dei cinepanettoni.
Bene, signore e signori cominciamo proprio da loro, i film natalizi che vogliono “cambiare” e non farci maledire, il biglietto pagato subito dopo averne visto i primi minuti.
Con i fratelli Vanzina alla sceneggiatura e Neri Parenti alla regia arriva Ma tu di che segno 6? Forse è l’unico cinepanettone ancora rimasto in vita, tipico nella formula attori di primo piano (Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Ricky Memphis) e con una storia sciatta e banale. Non basta la comicità e lo stile comico made in italy, a salvare il Natale cinematografico.
Ritorna il trio comico più amato di sempre, Aldo-Giovanni-Giacomo, con il film Il ricco, il povero e il maggiordomo. Ritornano con il loro solito umorismo e scelgono per questo film di Natale, e con un certo coraggio, di strutturare la loro comicità intorno al tema attuale del fallimento, sia economico che personale.
Terminiamo con Un Natale stupefacente, che forse di stupefacente c’è solo l’idea che un riesumato duo comico (Lillo e Greg) voglia fare un film anti-convenzionale per le feste. Per non parlare della scelta azzardata di far recitare Ambra Angiolini, bella ma solo da vedere. Il tutto, presentanto con una storia che cerca la banalità in qualunque situazione. Niente di più nuovo se non già visto negli ultimi 30 anni per il Natale, al cinema.
Si respira italianità di maggior qualità (forse) con il film Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores. Del genere fantascientfico e ispirato alla comune produzione di film holliwoodiani sui supereroi, il regista italiano tenta l’impossibile. Salvatores parla del delicato periodo dell’adolescenza, quel momento di crescita, in una trama, in un cast e con effetti speciali tutti notrani. C’è la storia di un 13enne che sviluppa poteri speciali, diventando invisibile. Il potere di scomparire ricco di metafore, il “non essere” è il tema del regista, che ci invita quest’anno per Natale al cinema, inaspettatamente. Molto curiosi di vederlo un’altra volta all’opera.
Gone Girl – L’amore bugiardo. Nuovo lavoro di David Fincher (il regista di Fight-Club per intenderci), nuovo capolavoro thriller-drammatico (a breve una recensione completa). Una storia di apparenze e bugie nella vita marimoniale, tra marito e moglie, tra ambizioni e frustrazioni, la scomparsa di lei e le accuse su di lui. Il tutto mescolato in una narrazione incalzante, fatta di inganni e mistero, magistralmente realizzata dal regista americano, re incontrastato del genere thriller.
Immancabile un film d’animazione targato Disney: Big Hero6. In una nuova e inconsueta storia per ragazzi, questa volta tra effetti speciali e la digitalizzazione della Pixar, si parla di tecnologia e robot. In uno scenario futuristico, in un misto tra Oriente e Occidente, si svolgono le avventure di giovani e talentuosi scienziati e del robot Bymax, un enorme e adorabile robot “gonfiabile” progettato per fornire ausilio sanitario sia fisico sia psicologico ma che presto ascenderà per diventare un super robot che tutti i ragazzi vorrebbero come amico. Meritevole storia per diventare un classico contemporaneo della Disney.
E alla fine, si chiudono le avventure ambientate nella “Terra di Mezzo” che per più un decennio ormai hanno fatto emozionare e amare i capolavory fantasy delo scrittore J. R. R. Tolkien, stiamo parlando dell’ultimo capitolo cinematografico de Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate. Si chiude il ciclo di avventure per la compagnia di Bilbo Beggins e dei nani capeggiati da Thorin, disposto più che mai a rimpossessarsi della Montagna Solitariae del suo regno. Ma c’è un drago sputafuoco in giro pronto a uccidere e un esercito di creature malvagie pronto a rubare il trono e impossessarsi dei suoi preziosi tesori.









