News. Inchiesta archiviata per i consiglieri comunali di Siracusa travolti dallo scandalo “gettonopoli”, rimbalzato nel 2015 in tutti i media nazionali.
Tutti i consiglieri finiti nel mirino dell’inchiesta, (Alberto Palestro, Simona Princiotta, Cetty Vinci, Antonino Grasso, Pippo Impallomeni, Elio Di Lorenzo, Enrico Lo Curzio, Alfredo Foti, Alfredo Boscarino, Tanino Firenze, Fabio Rodante, Fabio Alota, Chiara Catera, Franco Formica, Tony Bonafede, Marina Zappulla, Alessandro Acquaviva, Pippo Rabbito, Gianluca Romeo, Carmen Castelluccio, Antonio Moscuzza, Francesco Pappalardo, Gaetano Malignaggi, Stefania Salvo, Giuseppe Assenza, Salvo Sorbello, Sonia D’Amico Gaetano Favara, Luciano Aloschi, Cosimo Burti, Cristina Merlino, Giuseppe Casella, Maria Garozzo, Salvo Cavarra, Fortunato Minimo, Roberto Di Mauro, Gaetano Bottaro, Massimo Milazzo), non subiranno alcun processo perché per la Procura non è stato commesso alcun reato.
L’indagine era stata avviata dalla Procura aretusea a seguito della denuncia del Movimento 5 Stelle che aveva sollevato dei dubbi in merito alle spese sostenute dall’amministrazione comunale per pagare le sedute delle commissioni consiliari, con un ammontare che va oltre i 600 mila euro l’anno.
I reati contestati sono abuso d’ufficio in concorso e violazione della legge regionale del 2000 e del regolamento delle commissioni consiliari.
Secondo l’accusa, infatti, i consiglieri avrebbero percepito il gettone di presenza sia nelle sedute rinviate per mancanza del numero legale sia per aver preso parte a sedute mirate alla sola approvazione di verbali dei precedenti lavori del consiglio.
Termina così uno dei capitoli più controversi della storia del precedente Consiglio Comunale della città di Siracusa.


