News Sicilia. Non si arresta lo sciame sismico riconducibile all’eruzione in corso da diversi giorni sull’Etna. Nottata di paura, lo scorso 26 dicembre, in diversi paesi etnei e anche a Catania per la scossa di magnitudo 4.8 registrata alle 3:18 a nord del capoluogo etneo, tra Viagrande e Trecastagni. La superficialità dell’ipocentro del sisma, a solo un chilometro di profondità, ha contribuito ad amplificare l’effetto della scossa, che è stata nettamente avvertita anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano.
Il sisma è considerato dall’Ingv come uno dei terremoti più energetici mai registrati sul vulcano e, secondo gli esperti, sarebbe legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe.
Sono 10 le persone rimaste ferite, in maniera non grave, diversi i crolli di muri e case e danni a chiese, soprattutto a Fleri, frazione di Zafferana Etnea. Chiuso a scopo precauzionale il tratto tra Acireale e Giarre dell’autostrada A18 Catania-Messina, per lesioni presenti sull’asfalto della carreggiata vicino ad Acireale.
Più tranquilla la nottata appena trascorsa sull’Etna dal punto di vista sismico, sebbene le scosse non si siano arrestate del tutto: sul vulcano attivo più grande d’Europa gli strumenti dell’Ingv hanno registrato una decina di scosse, ma di bassa energia. I tre eventi maggiori alle 4:40 a Zafferana Etnea, di magnitudo 2.0, e ipocentro a 2 km di profondità, e gli altri due su altro versante, a Ragalna, ieri alle 21:14, di magnitudo 2.3, e a seguire alle 2:18, di magnitudo 2.1.
Continua dunque l’eruzione sull’Etna iniziata la vigilia di Natale anche se con un calo nell’energia. Dai crateri sommitali si alzano ancora intense colonne di gas e cenere lavica, legata all’attività stromboliana dei crateri, che non impatta, però, con l’attività dell’aeroporto internazionale di Catania che continua ad essere aperto ed operativo.


