Siracusa. A poco più di un mese dalla tornata elettorale per il rinnovamento delle cariche amministrative (si vota il 10 giugno, ndr), in città c’è gran fermento e tutto è un alternarsi di campagne, programmi e candidati.
Proprio questa mattina negli spazi del Comitato elettorale di Reale sindaco, in viale Tica 160 B, è stato organizzato un incontro dedicato alla presentazione dei candidati della lista Progetto Siracusa. Una realtà nata già cinque anni fa e che oggi sembra nutrirsi di nuova linfa e maggiore condivisione.
Impegno, visione e professionalità da applicare al territorio e alle esigenze dei cittadini, l’imperativo categorico che scandisce i passi della candidatura a sindaco del leader di Progetto Siracusa, Ezechia Paolo Reale, e che trova ampia adesione tra i suoi “compagni di viaggio”.
Sono in trentadue, tra volti conosciuti e altri al primo battesimo politico, a comporre il “team” del movimento civico: Abela Nicoletta, Aliotta Carmela, Ardita Francesco, Aulino Vittoria, Barbera Mirko, Bordone Emiliano, Bufardeci Roberto, Calvo Giovanna, Catalano Lucia, Cavarra Luigi, Chiaramonte Danilo, Di Natale Silvio, Fiore Sara, Fuggetta Ivana, Girmena Giovanni, La Runa Maria, La Runa Simona, Lo Curzio, Mangiafico Michele, Marino Claudio, Nitto Veronica, Piscitello Marilena, Reale Marco, Ricupero Simone, Russo Salvatore, Salonia Paolo, Salvo Giuseppe, Scimonelli Ivan, Spataro Giovanna, Strazzulla Paolo, Vinci Concetta e Zappulla Fabio.
“Una lista – spiega il candidato a sindaco Reale – con donne, ragazzi e uomini che vogliono impegnarsi per la città e dare quel supporto che la città chiede, soprattutto per le persone che soffrono di più in questo momento. Una crisi di lavoro, di economia ma anche di valori che ha lacerato profondamente il tessuto cittadino”.
Progetto Siracusa vuole agire per la città con fare trasparente e indipendente ma richiede grande partecipazione ai cittadini a cui “chi amministra deve rendere conto del proprio operato”. Si parla di valori, di comunità. Perché per cambiare il volto di Siracusa e trasformarla “da città periferica e depredata di risorse ad esempio di rinascita sociale ed economica”, bisogna anche rispolverare un po’ d’orgoglio e lasciarsi alle spalle una comunità spesso lacerata e divisa, quasi vittima dei suoi stessi contrasti.
Il programma stilato da Progetto Siracusa è impegnativo, ambizioso e carico di contenuti ma anche aperto alle proposte e ai suggerimenti dei cittadini, elemento che traduce in concreto il concetto di democrazia partecipata di cui, sia Reale sia i candidati, fanno elemento portante della loro campagna verso le amministrative.
Restauro delle istituzioni, necessità di strutture burocratiche efficienti e dialogo continuo con i cittadini. Questi i primi passi da compiere per orientare l’azione politica a guardare al futuro come un’opportunità, avvalendosi della fruizione di valori come competenza, legalità, indipendenza e ancora, partecipazione, solidarietà e innovazione.
Sollecitare la partecipazione dei cittadini, stimolandone l’interesse, significa soprattutto affrontare i temi più vicini alle loro esigenze. Ed è anche per questo che si è trattato di come intervenire per ridisegnare Siracusa, anticipando alcuni dei punti stilati nel programma: scelta sui piani di abbattimento delle barriere architettoniche, sviluppo del piano urbano della mobilità e del traffico, programmazione dei servizi pubblici comunali, con particolare riferimento ai servizi di trasporto necessari per gli abitanti di zone periferiche e balneari, tutela dei soggetti più deboli attraverso un concetto rivoluzionario di formazione del bilancio creando occasioni di lavoro utili alla riconquista della dignità lesa e assegnando un ruolo sempre maggiore alle associazioni di volontariato e, più in generale, al terzo settore.
Non restano poi fuori dal fitto calendario di propositi di Progetto Siracusa, scuola, nell’edilizia scolastica nello specifico, sport e sviluppo e marketing pubblicitario delle opere pubbliche, ritenuti tutti fattori decisivi alla crescita di una comunità che vuole concretamente ricucire lo strappo determinato dalla crisi dello stato sociale.


