Ritornano le tragedie al Teatro Greco di Siracusa, con il 54esimo ciclo di rappresentazioni classiche.
Dopo le emozioni e i grandi applausi rivolti a Emma Dante con il suo Eracle di Euripide, questa sera è andata in scena Edipo a Colono, l’ultima tragedia superstite di Sofocle rappresentata postuma, e ponte ideale con la lotta fratricida dei figli di Edipo per il possesso della città messa in scena nella stagione 2017.
Lo spettacolo diretto da Yannis Kokkos e con Massimo De Francovich nel ruolo di Edipo ha convinto i quasi 3.500 spettatori che anche questa sera hanno riempito la cavea del Teatro greco.
Una tragedia che, scritta negli ultimi anni di vita dell’ormai novantenne tragediografo, in una Atene annientata dal precipitare degli eventi della guerra con Sparta, apre il varco per una possibile rinascita: dalla effimera illusione oligarchica del 411 a.C. al vagheggiato e simbolico ritorno, a Colono, di un buon padre-re. Ritorno collocato da Sofocle non a caso nella terra dei propri padri, il demo attico di Colono. In quel demo, peraltro, lo stesso Sofocle si era trovato ad avallare, in un’assemblea militarizzata e intimidita, i primi passi del «golpe» del 411.
La tragedia, come raccontato dalla regista Yannis Kokkos: “è basata sulle frontiere materiali e metafisiche, sul mistero della libertà umana prima dell’onnipotenza degli dei, della responsabilità, della vecchiaia e della gestione politica della città, “Edipo a Colono” è anche un poema intimo, un viaggio mentale”.
Nella scena, pensata dallo stesso Kokkos, un enorme statua alta 6 metri realizzata dai laboratori di scenotecnica dell’Inda mentre i costumi sono stati di Paola Mariani. A curare la traduzione dello spettacolo Federico Condello, le musiche sono Alexandros Markeas, il disegno luci è invece di Giuseppe Di Iorio.
Sul palco oltre a Massimo De Francovich nei panni di Edipo anche Sebastiano Lo Monaco (Teseo), Roberta Caronia (Antigone), Stefano Santospago (Creonte), Fabrizio Falco (Polinice), Eleonora De Luca (Ismene), Danilo Nigrelli (il messaggero), Sergio Mancinelli (lo straniero), Davide Sbrogiò (il corifeo). Il coro di vecchi è formato da Massimo Cimaglia, Francesco Di Lorenzo, Lorenzo Falletti, Tatu La Vecchia, Eugenio Maria Santovito e Carlo Vitiello. Il coro e il gruppo dei soldati sono formati dagli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico della Fondazione. Nel cast anche quattro componenti della sezione “senior” dell’Accademia d’arte del dramma antico, sezione Fernando Balestra.
Le due tragedie si alterneranno sino al 24 giugno sul cdel teatro Greco di Siracusa. Il prossimo 29 giungo, invece, debutterà la commedia “I Cavalieri” di Aristifane per la regia Giampiero Solari e un cast costituito da Francesco Pannofino, Giovanni Esposito, Gigio Alberti, Alberto Catania, Roy Paci e Sergio Mancinelli. Roy Paci, eclettico musicista e trombettista sarà per la prima volta sul palco del Teatro greco della “sua Siracusa” come compositore delle musiche di scena dello spettacolo e nei panni del Corifeo nell’inedito ruolo di attore.


