Dovranno rispondere di falso materiale e ideologico perché avrebbero alterato e modificato il numero dei positivi, dei tamponi e a volte anche quello dei decessi.
Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dasoe; Salvatore Cusimano, funzionario della Regione ed Emilio Madonia, il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato.
Nel mirino dell’inchiesta è finito anche l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza.
Dalle intercettazioni telefoniche emerge che proprio l’assessore rivolgendosi alla dirigente regionale che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia all’Istituto Superiore di Sanità, avrebbe detto ““Spalmiamoli un poco…”, come riporta l’Ansa.
Oggi all’assessore Razza è stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia e dovrà rispondere dell’accusa di accusato di falsità materiale ed ideologica.
I carabinieri gli hanno anche sequestrato dei telefoni. L’assessore ha chiesto al presidente Musumeci di accettare le sue dimissioni.
L’intercettazione che risalirebbe a novembre è ora agli atti dell’indagine.
L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo, da qui la competenza della Procura di Trapani, erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi.
I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all’Assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’Iss.
Secondo i militari del Nas, che conducono l’inchiesta, “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe”, il Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico.
Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell’Arma, l’ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo 2021.
Positivi e decessi “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa.
Dall’indagine, scrive il gip, “sembra estraneo il presidente della Regione Nello Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”.
(Fonte: Ansa)


