
Cassaro. La capitolazione di Cassaro, terzo comune della provincia di Siracusa a dichiarare il dissesto finanziario dopo Lentini e Augusta, ha nuovamente acceso i riflettori sulla condizione di precarietà che sta affliggendo i comuni iblei. La notizia è giunta ieri mattina quando la Giunta Comunale ha dichiarato il dissesto finanziario: «Nonostante i vari tentativi – afferma l’amministrazione con una nota – di evitare lo stesso attraverso un piano di riequilibrio finanziario da parte di questa amministrazione, i relativi dati economici espressi dall’ufficio responsabile, evidenziano un disavanzo di euro 1.300.000 circa».
Piano di riequilibrio non realizzabile in termini di legge secondo quanto previsto dalla Corte dei Conti all’interno della delibera n° 16 apparsa sulla Gazzetta Ufficiale del 9 gennaio 2013. D’altro canto il Gruppo Consiliare di Minoranza “fa sentire la sua voce” sul tema del dissesto finanziario proposto dal Sindaco del Comune di Cassaro, da cui si attende la convocazione di un’assemblea pubblica, e dalla Giunta.
«È doveroso prima di portare un comune al fallimento – dichiara il Capogruppo della Minoranza Sebastiano Bongiovanni – confrontarsi, dialogare e comunicare ai cittadini, perché ne devono prendere consapevolezza, innanzitutto sulle conseguenze di un tale doloroso provvedimento».
«L’ente dissestato – continua Bongiovanni – è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge, vale a dire che tutte le tasse comunali (IMU, addizionale comunale, TASI e TARi) saranno aumentate il più possibile fino a raggiungere un tetto massimo. Noi non perseguiamo – conclude il Capogruppo di Minoranza – l’obiettivo della critica fine a sé stessa ma semplicemente cerchiamo di non peggiorare una situazione già troppo difficile per molte famiglie».


