Il Cavaliere Paolo D’Orio, avvocato e scrittore, manifesta la sua opinione circa l’attuale situazione politica italiana:
<È in ogni dove la campagna elettorale, per il rinnovo del Parlamento – dice D’Orio – che si terrà il 4 marzo. Dopo il 4 marzo 2018 quando la domenica mi spaparanzerò a guardare la televisione so che giammai pagherò il Canone come ha promesso Matteo Renzi, nel pomeriggio farò un giro in macchina senza pagare il Bollo come promette Silvio Berlusconi e magari andrò a Catania; città dove sono nato e v’é una prestigiosa Università, che come le altre d’Italia sarà esente da tasse verso gli studenti come dice Pietro Grasso>.
<Siccome, poi, ci sarà un reddito mensile garantito di 750 euro – dice ironicamente l’avvocato D’Orio – per tutti come afferma Luigi Di Maio farò a meno di lavorare quanto oggi. Inoltre mi compiaccio che i ventenni potranno farsi ovunque assumere, perchè il lavoro non mancherà più come assicurano tutti i candidati alle elezioni nazionali; la retribuzione sarà di 10 € l’ora come promette Renzi e nessuno verrà licenziato, perchè Matteo Salvini ha giurato abolirà il Jobs Act e chi lavora, dipendente o libero professionista, avrà una tassazione unica del 15%. Chiunque potrà andare in pensione a 60 anni e no a 67 come dice Salvini e comunque avremo tutti una pensione di almeno 1.000 euro come afferma Berlusconi. Però, a me che piace viaggiare dovrò farlo per nave e non in aereo perchè tutti gli aerei italiani verranno impiegati nel rimpatrio degli extracomunitari come promette Salvini>.
<Vi sono rincari anno dopo anno per luce e gas ma lo stipendio di ogni Deputato – aggiunge Paolo D’Orio – continua essere pari a 5.346,54 euro al mese più una diaria di 3.503,11 e 3.690,00 euro mensili a rimborso di mandato oltre annui € 1.200,00 di rimborsi telefonici e da 3.323,70 a 3.995,10 euro per viaggi ogni tre mesi. Giovanni Spadolini (Presidente del Consiglio dei Ministri da giugno 1981 a dicembre 1982, leader del Partito Repubblicano Italiano dal 1979 fino alla morte il 4 agosto 1994) scrisse: “La credibilità della nostra classe politica non è nell’insieme altissima. La scontentezza e l’inquietudine dei ceti medi, gli stessi ceti che più tradizionalmente si riflettono nell’impegno politico, stanno toccando vertici patologici.”>.
<Nonostante oggi l’inquietudine ha toccato vertici patologici, il 4 marzo – conclude l’attento avvocato – è necessario andare a votare perchè il cambiamento si fa nella cabina elettorale con “quella matita più forte di qualsiasi arma” come Paolo Borsellino ammoniva. Rilevo però che io vorrei votare un uomo (o una donna) non un simbolo, atteso che la nuova legge elettorale parimenti la n. 270/2005 non consente di esprimere fondamentalmente preferenze>.


