News Canicattini Bagni. Sit in di protesta questa mattina dinanzi al ponte Mandredonne. Ad organizzarlo sono stati gli attivisti del Meetup 5 Stelle di Canicattini Bagni, con lo scopo di portare all’attenzione un problema che da quasi un anno sta letteralmente bloccando l’hinterland ibleo. A partecipare alla manifestazione di protesta sono stati anche i deputati pentastellati: Paolo Ficara, Stefano Zito e Filippo Scerra.
«Questa mattina siamo venuti di persona per monitorare e vedere con i nostri occhi il reale stato in cui versa il ponte Mandredonne – dichiara il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra – Questa situazione è un po’ l’emblema della condizione in cui versano le infrastrutture siciliane. Essa viene fuori da una politica che ha fatto una serie di scelte nel corso degli scorsi decenni, come ad esempio il depotenziamento delle Province che ha portato a non avere manutenzione in strade provinciali come questa. Come Movimento 5 Stelle stiamo studiando quali sono le azioni concrete che possiamo adoperare per risolvere tempestivamente questo problema».
D’accordo con Scerra anche il deputato Paolo Ficara che ha sottolineato come «questo ponte è importantissimo per le varie attività agricole e ricettive che insistono sulla zona. Adesso ci muoveremo con gli uffici preposti per capire cosa si possa fare nell’immediato e soprattutto a lungo termine, perché da quanto abbiamo potuto constatare a primo acchito, il ponte non è in condizioni ottimali».
Il ponticello Mandredonne, infatti, è stato dichiarato inagibile dopo gli accertamenti effettuati da tecnici del Libero Consorzio in seguito al crollo del ponte Morandi, a Genova. Da lì passavano molti mezzi pesanti ogni giorno, tra questi anche trattori. Già dal 1 dicembre 2017, come si legge dal verbale di accertamento, il ponte versava in un evidente stato di degrado «nelle strutture che sostengono l’impalcato stradale consistenti nell’ossidazione dei ferri di armatura ed espulsione del copriferro».
Trentacinque chilometri invece di sette, questa la distanza che molti cittadini e agricoltori del territorio devono percorrere per raggiungere i loro terreni. Situazione, questa che ha messo in ginocchio aziende agricole e strutture ricettive. A pagare le conseguenze peggiori sono purtroppo gli stessi imprenditori che hanno visto perdere più dell’80% dei clienti canicattinesi.
A fare il punto della situazione è il deputato regionale all’Ars, Stefano Zito il quale evidenzia come «il reale problema non sta nella mancanza di fondi, bensì nella mancanza di programmazione e progettazione. Una politica non attenta fa sì che qualsiasi forma di finanziamento venga persa. Lo scorso 4 Febbraio 2019 abbiamo presentato a livello regionale una richiesta di audizioni in Quarta Commissione che si occupa di infrastrutture proprio per affrontare il problema della Sp 45 dove c’è il ponte sull’Anapo, vista la situazione del ponte Mandredonne integreremo quella richiesta per far sì che in poco tempo si trovino delle soluzioni per entrambi i ponti».
Costretti a fare un giro di trentacinque chilometri per pochi metri di strada interrotta, gli imprenditori della zona lamentano un aumento dei costi e dei tempi di lavoro che sta provocando enormi disagi.
Ad oggi la situazione resta grave ed il peso è sulle spalle di chi in quelle zone ha investito tutto per riqualificarla. Imprenditori che sono letteralmente isolati. Imprenditori che per approvvigionarsi di qualsiasi bene di prima necessità, devono recarsi a Palazzolo Acreide oppure ancora “costruirsi” delle strade di fortuna alternative che però non sono accessibili a tutti e non sono ben collegate.
Per chi ci lavora e già da quasi un anno ha dovuto fare i conti con una viabilità problematica, si allungano i tempi di spostamento e aumentano a dismisura i costi.


