Canicattini Bagni. “Mani giovani per antichi mestieri” è un progetto didattico-culturale che è stato giudicato meritevole di sostegno dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo di Roma.
Ideato e progettato dal Museo civico Tempo, gestito e promosso dal Centro Studi Xiridia, di concerto con il Sistema Rete Museale Iblei, il progetto promuove un percorso con gli studenti degli istituti scolastici di media superiore e giovani disoccupati ospiti di case di accoglienza, della provincia di Siracusa, per riproporre i mestieri scomparsi legati alla civiltà pre-industriale. La presentazione dell’iter didattico-culturale si terrà giovedì alle ore 10.30, nella sala workshop dell’Urban Center di Siracusa.
“Mani giovani per antichi mestieri è il trasferimento della sapienza insita nei valori del passato e delle nostre origini, – spiega la referente del progetto, Cetty Bruno – espressa attraverso l’opera di salvaguardia operata dai musei dell’entroterra ibleo e finalizzata ad azioni concrete volte ad un ammodernamento dello sviluppo economico di questo territorio. Territorio che deve necessariamente imparare a trarre profitto dalla propria cultura.”
I musei, messi in sistema grazie all’opera di coordinamento svolta dal Sistema Rete Museale Iblei (il Museo etnografico Nunzio Bruno di Floridia, il Museo TEMPO di Canicattini Bagni, l’Antiquarium del Medioevo sortinese, il Museo dell’Opera dei Pupi e la Casa ‘ro Fascitraru di Sortino), sono stati luoghi, insieme alle scuole, di lezioni teoriche svolti con esperti studiosi di etno-antropologia e laboratori didattici con eccellenti artigiani, che hanno permesso la riscoperta di attività lavorative scomparse, quali lo scalpellino, la sarta, il tintore, il fito-preparatore, il puparo, l’apicoltore, il saponificatore.
“Il progetto rappresenta inoltre un importante tassello per la valorizzazione delle risorse umane – sottolinea Paolino Uccello, Presidente della Rete Museale Iblei – in termini di riscoperta delle tradizioni degli antichi mestieri e degli artigiani ancora operanti nel territorio e testimonianza di vita per le nuove generazioni. Occorre riprendere quei lavori caratterizzati dall’originalità e dal pregio del prodotto manuale, che, peraltro attualmente è richiesto dal mercato, ripristinando così le antiche botteghe artigianali. La scelta delle tematiche e delle attività laboratoriali è scaturita dalla consapevolezza di dover orientare i giovani verso la conquista delle radici storiche e sociali di appartenenza, in una chiave di sviluppo sociale sostenibile”.
Coinvolti la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa, gli enti pubblici, le istituzioni scolastiche e culturali, i musei, le associazioni di categoria, gli artigiani e le piccole imprese.


