News Canicattini Bagni. «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario» questa frase scritta su un cartellone bianco, campeggiava ieri mattina su un pannello del teatro dell’Istituto Comprensivo “G.Verga”.
Frase che racchiude in sé tutto il senso di quella giornata. Frase che serve a fare “ammenda” perché «ciò che è accaduto può ritornare e le coscienze possono nuovamente essere sedotte».
Per non dimenticare l’orrore e la follia dei nazisti e per celebrare la giornata della Memoria, la classe VB del Plesso Garibaldi con il supporto delle maestre Elisabetta Cannata, Immacolata Santamaria, Franca Uccello e Concetta Tanasi hanno proposto un recital dal titolo “l’ombra del silenzio: parole, immagini e suoni per riflettere sulla shoah”.
L’ingresso degli alunni, in abiti bianchi e neri quasi a rievocare i colori di quelle foto viste tante volte nei libri di storia e nei documentari, è stato accompagnato da una colonna sonora che racchiudeva il senso di angoscia ben visibile nell’interpretazione dei bambini.
Dalla lettura delle leggi razziali all’interpretazione corale della famosa canzone dei Queen “Who wants to live forever”, gli alunni della VB sono riusciti a dar voce come solo l’innocenza dell’infanzia sa fare, tutto il dramma dei tanti bambini che questa “infanzia” non l’hanno mai vissuta .
«Nulla è più nostro – recitava un’alunna – ci sono stati tolti i vestiti, tutto quello che avevamo, anche il nostro nome e se parliamo non ci ascolteranno». Frase questa racchiusa per certi versi anche nelle parole di Primo Levi con la poesia “Se questo è un uomo”.
Struggimento reso ancora più forte dalle parole pronunciate da un’altra alunna: «scarpette, occhiali, ciocche di capelli», e poi il rimando a quell’infanzia negata che mai più ritornerà come «i piedini dei bambini morti che non crescono…perché i piedini dei bambini morti non consumano le suole».
Mentre l’alunna recitava queste parole, dietro di lei, il passaggio di due bambine che si tengono per mano e cercano di scappare: una di queste indossa un cappottino rosso ed è lì che la mente riporta alla stessa bambina del film “Schindler’s List”.
I passi di quelle bambine, sole e indifese sembrano quelle di farfalle ma «le farfalle non vivono nel ghetto», precisa un’altra alunna.
La vita dei bambini nei campi di concentramento era scandita paradossalmente dal misero cibo che avevano a disposizione ogni giorno che era nero come il fumo quel «nero latte dell’alba…scaviamo una tomba nell’aria, lì non si sta stretti».
Quasi a perdonare i loro carnefici per gli orrori subiti, i bambini hanno invocato la Pace perché: «Pace, solo se ti desideriamo veramente tu verrai» e infine concludere il recital con la preghiera “Ascolta Israele”.
Lunghi applausi e un pubblico fatto di alunni e insegnanti visibilmente commosso dopo l’ interpretazione dei bambini che con i loro semplici gesti hanno saputo ricordare la “Shoah”.
Ruolo fondamentale in queste giornate di commemorazioni è stato quello della Dirigente Scolastica, Alessandra Servito che ha permesso la realizzazione di queste importanti iniziative volte a lasciare un segno profondo nella coscienza delle giovani generazioni affinché quanto accaduto non succeda più.
Presenti al recital anche l’assessore Loretta Barbagallo che ha portato i saluti del Sindaco, Marilena Miceli e il segretario amministrativo dell’Istituto Comprensivo “G. Verga”, Salvatore Carrabino.
Ospiti d’eccezione due uomini che incarnano il drammatico “ruolo” di testimoni di una delle pagine più atroci e drammatiche della storia dell’uomo: il 98enne Gioacchino Midolo e Franco Insolia figlio del Sergente del Regio Esercito Italiano, Angelo Insolia.
I due uomini venuti da Floridia con la maestra Cinzia Manfredi hanno raccontato ai ragazzi attenti e commossi le storie vissute da “Internati Militari Italiani” nei campi di concentramento in Austria, fornendo agli adulti del domani un’importante lezione di vita.
Quella raccontata ieri è la storia di quegli uomini che hanno visto il proprio Re fuggire dopo la firma dell’armistizio il 3 settembre del 1943. Sono quegli stessi soldati che hanno detto “No” ai tedeschi e sono stati rinchiusi nei campi di concentramento: 700 mila uomini che da un giorno all’altro sono diventati schiavi di Hitler.
Uomini che hanno vissuto sulla loro pelle orrori indicibili e inenarrabili e per dirla con le parole scritte dal Sergente del Regio Esercito, Angelo Insolia: «il mio corpo è uscito, ma la mia anima è rimasta impigliata al filo spinato dell’ultimo cancello».






