Canicattini Bagni. L’esperto liutaio 31enne Corrado Carpinteri che ha iniziato la sua attività da perfetto autodidatta inseguendo il sogno di costruire la chitarra al suo idolo in assoluto, Brian May il chitarrista dei Queen, si è raccontato oggi davanti alle telecamere della rubrica Tg3 Persone, che disegna i “ritratti” di donne e uomini lontani dai riflettori che hanno lasciato un segno, proprio come Corrado.
Con lo sfondo suggestivo donato dal Ponte di Sant’Alfano, uno dei monumenti simbolo della storia del piccolo paesino incastonato tra gli Iblei, Corrado Carpinteri racconta alle telecamere di Tg3 Persone la sua passione: le chitarre
Un mestiere il suo unico e raro che gli ha permesso di “sfidare” lo scetticismo iniziale della gente ma che soprattutto gli ha dato tante soddisfazioni una che forse Corrado non dimenticherà mai: aver realizzato una riproduzione della “Red Special” chitarra che da oltre 54 anni suona il suo idolo, il chitarrista, Brian May dei Queen.
Corrado come racconta alle telecamere di tg3 Persone ha sempre avuto la passione per l’arte, la pittura come anche la musica ma precisa «non so suonare la chitarra e infatti nel 2005 mi era venuta l’idea di costruirmene una così come fece il mio idolo Brian May».
Un racconto davvero interessante quello del giovane Corrado Carpinteri che ha fatto della sua passione un mestiere, un esempio per tutti i giovani e un invito a seguire sempre i propri sogni anche quando sembrano irraggiungibili e irrealizzabili.
«Finiti gli studi di informatica all’istituto industriale di Siracusa – dice Corrado – ho cominciato a lavorare con mio padre dalle 8 di mattina fino alle 5 di pomeriggio e fino alle 8 di sera andavo nel mio scantinato a sperimentare e fare pratica con i legni».
Alla fine Corrado, che non si è mai perso d’animo e ha continuato a lavorare e sperimentare ha deciso di fare come il suo idolo Brian May che a 16 insieme a suo padre costruì la sua “Red Special” e anche la storia di Corrado è iniziato proprio così: «la prima chitarra che ho costruito è stata un disastro, però quel poco che si poteva prendere l’ho rivenduto per autofinanziarmi e comprare il materiale per farne un’altra».
Tanti i tentativi e i fallimenti che però non hanno mai fatto perdere di vista a Corrado il suo obiettivo: costruire una chitarra funzionante, terminata nel settembre del 2008.
«Alla fine di settembre del 2008 – racconta ancora Corrado alle telecamere della rubrica Tg3 Persone – sono andato al concerto dei Queen e lì ho finalmente coronato il sogno di veder suonare e sentire dal vivo e e apprezzare i suoni della chitarra originale di Brian May».
«Da lì – spiega Corrado Carpinteri – iniziai a costruire chitarre che avessero tutt’altre caratteristiche rispetto alla prima che ho costruito. Un modo per poter fare pratica e imparare cose nuove. All’inizio lo scetticismo della gente era parecchio, ma questo ha fatto scattare in me una molla per riscattarmi e migliorarmi, però avevo bisogno di ricevere feedback da chitarristi professionisti che potessero darmi dei suggerimenti. Fortunatamente ho conosciuto molti amici chitarristi che mi hanno aiutato a migliorare il prodotto».
A dispetto di tutto e tutti, Corrado Carpinteri è andato dritto per la sua strada senza mai fermarsi e voltarsi indietro ed è così che «nel febbraio del 2012 ho contattato Brian May sapendo che era di ritorno da una tournée e fortunatamente mi ha risposto tutto entusiasta dopo soli tre giorni. Nella mail gli dicevo che volevo costruirgli una chitarra ispirata alla sua, ma che avesse delle caratteristiche e delle sonorità diverse dall’originale».
Detto, fatto Corrado Carpinteri ha costruito la chitarra a Brian May e racconta che «quando gli è arrivata mi ha contattato e in allegato all’email mi ha fatto trovare pure una foto con in braccio la mia chitarra. Questo è stato il coronamento di un sogno che avevo da parecchio tempo».
Sogno quello di Corrado che ancora continua e dà i suoi frutti grazie a dei clienti del tutto speciali, come chitarristi professionisti o semi professionisti che come aggiunge lui «sanno che non stanno acquistando una chitarra industriale ma è come un vestito che cuce un sarto, è fatta su misura per te e per nessun altro».
«I social network ma soprattutto Facebook – spiega Corrado alle telecamere – è stato per me una vetrina per tutto il mondo. Adesso ho superato il numero delle 100 chitarre costruire. L’80% l’ho venduto all’estero, infatti ho clienti in Australia, Giappone, Stati Uniti e sparsi in tutta Europa».
I sacrifici fatti negli anni da Corrado Carpinteri gli hanno permesso di coronare un altro grande sogno: «nel settembre del 2014 sono stato ammesso all’associazione dei liutai europei, di essa fanno parte i liutai europei più bravi e talentuosi e per me molti di loro sono dei punti di riferimento».
«Adesso – conclude Corrado Carpinteri – posso dire di essere soddisfatto del mio lavoro. Ci ho provato, ci sono riuscito e spero continui così».


