
Melilli. Gli agenti di Polizia del commissariato di Priolo hanno eseguito un decreto emesso dalla Procura di Siracusa nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del servizio di raccolta rifiuti.
La Polizia di Stato di Priolo ha sequestrato, oggi al Comune di Melilli, alcuni documenti relativi all’appalto del servizio di raccolta rifiuti.
Pare che tra i documenti prelevati dai poliziotti, ci siano gli atti relativi alla gestione della raccolta differenziata con particolare riferimento agli anni 2014 -2015, quindi precedenti alla vigente amministrazione.
«In merito al blitz delle forze dell’ordine – ha dichiarato l’ex Sindaco di Melilli Corrado Mascali – avvenuto in alcuni uffici del Comune di Melilli, nel corso del quale sono stati sequestrati alcuni atti inerenti il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani di Melilli centro e frazioni, e considerato che impropriamente sono stato citato da alcune testate giornalistiche locali, ritengo doveroso intervenire per fornire elementi che assicurino maggiore chiarezza sia agli organi inquirenti, che a quelli di stampa nonché ai cittadini tutti».
«Nel biennio 2014-2015 – ha proseguito Corrado Mascali – l’Ente in questione è stato retto da due sindaci facenti funzione e, per ultimo, dal sindaco titolare eletto dal popolo, rientrato nel ruolo in seguito al suo reintegro dopo la sospensione che gli era stata inflitta in attuazione della Legge Severino. Circa i fatti in narrativa, nel mese di settembre del 2015, il dirigente competente, con propria determina, affidava il servizio alla Società denominata Ecomac, dietro atto di indirizzo della giunta comunale adottato a fine agosto dello stesso anno».
«Da evidenziare – ha continuato Mascali – che già nei primissimi giorni del mese di agosto del 2015 ero uscito dalla scena della politica locale. Ed altresì che, nel Comune di Melilli, per come si evince dagli atti pubblicati all’albo pretorio, del servizio continua ad occuparsene ancora oggi la stessa società di smaltimento rifiuti».
«Essendo indiscutibile, infine – ha concluso Corrado Mascali – che durante il periodo della mia reggenza non ho mai disposto, né direttamente e neppure indirettamente attraverso il personale dipendente preposto, che venisse generato alcun tipo di atto che interessasse la predetta ditta, a mio avviso credo di essere stato scorrettamente chiamato in causa da qualcuno intenzionato a danneggiare la mia immagine personale, compresa quella pregressa riguardante i vari ruoli istituzionali che ho ricoperto nel tempo».

