News: “Una complicità assordante fra Regione e Stato per fare fuori Augusta. Il Presidente della Regione revochi la sua richiesta. Il Ministro Delrio, a prescindere dalla richiesta del Presidente della Regione, applichi e faccia rispettare la Legge”. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo che questa mattina ho presentato la 2a interrogazione parlamentare, in difesa della Giustizia e della Legge, contro l’attacco che proviene da Roma all’Autorità Portuale di Augusta e, quindi, alla provincia di Siracusa. . Torno a ribadire: responsabile unico del provvedimento di killeraggio politico è il Ministro Delrio.La risposta, formulata in modo irrituale e illogico, infondata dal punto di visto legislativo, del Presidente della Regione Siciliana, non doveva essere accolta dal Ministro, in quanto si fonda su presupposti errati e non conducenti alla verità.
“In tutta questa vicenda – ha concluso l’On. Vinciullo – è insopportabile che a dare notizia della firma del Decreto è colui il quale dovrebbe usufruire dello scippo, cioè il Sindaco di Catania, che, con un dispaccio personale, rende nota la volontà del Ministro, volontà che rimane ancora oscura, in quanto sul sito del Ministero, ad oggi, non è stato pubblicato il Decreto che, vorrei ricordare anche al Sindaco di Catania, deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri, altrimenti è carta che può utilizzare per i propri bisogni fisiologici”.
“Sulla vicenda dell’Autorità portuale di Augusta c’è una responsabilità oggettiva della Regione Siciliana che avrebbe dovuto consultare il territorio, prima di qualsiasi decisione”. E’ quanto afferma la deputata regionale Marika Cirone Di Marco che sottolinea il dovere, disatteso dal governo regionale, di interpellare sindaci e deputati, per concordare atteggiamenti comuni. Si è agito, invece, in maniera autonoma e poco trasparente, che lascia presagire la difficoltà del momento. Siamo di fronte alla commedia degli imbrogli – commenta Cirone Di Marco – che va denunciata come tale. E’ necessaria una presa di posizione netta, che ferma il balletto dello scaricabarile che, come da copione, si è immediatamente aperto e che ha visto in azione tanti Rodomonte nostrani. Tuttavia restano alcuni interrogativi. Perché rimodulare da parte del Ministero il decreto istitutivo dell’Autorità di sistema portuale Augusta/ Catania prevedendo la supplenza di sede? Come conciliare le dichiarazioni del Presidente della Regione, con quelle dell’assessore regionale alle Infrastrutture? Come giustificare la mancata preventiva consultazione con le rappresentanze istituzionali e sociali del territorio siracusano da parte dei governi nazionale e regionale in presenza di un così grave ribaltamento di norme e scelte in danno della sede di Augusta/Porto Core? Di fronte a questa ignobile commedia degli imbrogli, di cui mi auguro poter leggere gli atti esistenti, l’assessore regionale alle Infrastrutture, che qualcosa doveva pur saperla stante alle sue dichiarazioni sulla stampa, non avrebbe dovuto immediatamente incontrare e informare sindaci e deputazione, avviando un democratico confronto?”.

