
Augusta. L’increscioso fatto di cronaca verificatosi sabato notte ad Augusta che ha visto coinvolto un giovane ragazzo aggredito verbalmente e fisicamente da un passante, riportando ferite e contusioni gravi tali da costargli la perdita di un occhio, perché pensava che la vittima fosse gay, ha suscitato un’ondata di indignazione senza pari (leggi qui) .
Sull’accaduto sono intervenuti, con le proprie considerazioni, Alessandro Bottaro presidente di Stonwall Siracusa e Tiziana Biondi vicepresidente.
«Pare che l’aggressore abbia inveito contro la vittima perché pensava fosse gay, a causa del suo abbigliamento o del suo comportamento, ritenuto troppo poco maschile e virile. La notizia è stata ovviamente commentata anche sui social, dove, purtroppo,- ha spietato Alessandro Bottaro – ci è capitato di leggere che, data l’eterosessualità della vittima, non si sarebbe trattato di violenza omofoba bensì di una “semplice” aggressione per futili motivi, come se la cosa più importante, per alcuni, fosse “difendere l’onore” della vittima, garantendo sulla sua eterosessualità. Sono affermazioni come queste, – ha continua Bottaro – che ci lasciano ancor più l’amaro in bocca e che ci danno la conferma su quanto lavoro culturale ci sia ancora da fare sull’uso non sessista, non omofobo e non discriminatorio delle parole. Il problema non è sapere se la vittima, è etero o omosessuale ma perché sia stata aggredita».
«L’omofobia in molti casi ha colpito e continua a colpire anche ragazzi e ragazze che non sono né gay né lesbiche e che, – ha aggiunto Tiziana Biondi – hanno la “colpa” di apparire non conformi, nel vestire, nel parlare, nell’atteggiarsi, etc. rispetto a una “norma eterosessista”, sessista e machista. La violenza verbale e fisica a sfondo omofobo insomma può colpire tutti quanti indipendentemente dall’orientamento sessuale. Alzi la mano chi non ha mai sentito utilizzare le parole “gay”, “frocio”, “finocchio”, o “ricchione” come insulti. Anche questa è omofobia e va contrastata, condannata senza se e senza ma, e soprattutto prevenuta, attraverso, la purtroppo tanto osteggiata, educazione al rispetto di tutte le differenze. Non ci stancheremo mai di ripeterlo e di batterci, – hanno concluso Bottaro e Biondi – affinché in tutte le scuole di ogni ordine e grado si affrontino i temi delle “differenze” intese come ricchezza e all’affettività. Atti di bullismo omofobo e machista come quelli subiti dal povero ragazzo di Augusta, potranno essere prevenuti ed evitati dando la giusta importanza e il giusto spazio all’educazione al rispetto di tutte e tutti e attraverso l’approvazione di leggi che garantiscano punizioni più severe e certezza della pena nonché conseguenti programmi di rieducazione per chi si è reso colpevole di terribili atti di violenza come questo».
