News. Aggrediti due agenti della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Augusta e un terzo agente avrebbe subito minacce di morte.
Questo quanto accaduto ieri sera presso la casa di reclusione megarese durante i colloqui visivi dei detenuti con i loro familiari.
Pare che il motivo dell’aggressione fisica e verbale sia scaturito dalla mancata concessione del tempo necessario a terminare il colloquio con i familiari. Motivo per cui un detenuto magrebino si sia scagliato contro gli agenti attraverso pretese e offese fisiche.
«E pensare che – denuncia Sebastiano Bongiovanni, dirigente nazionale del Sippe – nonostante da calendario non fosse oggi la giornata di colloqui prevista, al magrebino “aggressore” ( nei confronti del quale, tra l’altro, vi è in atto un procedimento disciplinare per essere stato partecipe qualche giorno fa in una gravissima lite tra detenuti) la Direzione, proprio nell’ottica di favorire il rapporto di affettività tra l’utenza e i propri familiari, ha inteso autorizzare il colloquio non programmato. E a farne le spese ancora una volta la Polizia Penitenziaria».


