«Consapevoli del difficile momento che a livello sanitario la provincia di Siracusa, così come tutto il Paese, sta vivendo a causa dell’emergenza Covid-19, così come dello sforzo e del prezioso lavoro che gli operatori sanitari stanno svolgendo per curare i cittadini e fermare il virus in una situazione di chiara carenza strutturale della Sanità in Sicilia e a caduta nei vari territori, ma è inconcepibile che di fronte a tale scenario, in cui la curva dei contagi proprio in provincia di Siracusa sia in continuo crescendo, si impoveriscono ancora di più l’offerta e le risposte ai cittadini. Non si possono privare i Comuni del comprensorio ibleo, già di per se disagiati dalla non vicinanza alle strutture ospedaliere, delle ambulanze e del pronto intervento del 118 chiudendo i presidi di Palazzolo Acreide e spostando quello di Canicattini Bagni a Siracusa, ad Ortigia, facendo scelte discrezionali tra le comunità da servire. Così come, in presenza di un aumento dei contagi Covid in provincia, il numero telefonico dell’Usca non risponde, venendo così meno un punto di riferimento importante per le comunità, i pazienti e gli amministratori pubblici a cui questi disperati si rivolgono. Non è possibile che in un Comune come Canicattini Bagni da un anno ormai l’Ambulatorio di Igiene Pubblica è privo dell’Ufficiale sanitario. Dispiace, purtroppo, continuare a sottolineare come il Distretto sanitario siracusano continui a segnare il passo, anzi a peggiorare, nonostante le critiche e le rimostranze emerse in questi mesi di pandemia. Credo che il Presidente della Regione, l’Assessore regionale alla Sanità e la Direzione dell’Asp di Siracusa, debbano delle risposte su questi problemi, rassicurando i cittadini e garantendo servizi efficienti e di qualità».
Lo ha dichiarato Paolo Amenta, Coordinatore regionale di Base Riformista Sicilia e Presidente provinciale del PD di Siracusa.


