
In un’epoca in cui la storia si scrive “sui giovani” non “per e con i giovani” si sente sempre più la necessità di costruire centri di aggregazione culturale in grado di smuovere le acque e permettere di uscire fuori dall’isolamento, a volte anche forzato, dei social e della tecnologia che, lungi dal demonizzarli, spesso anziché unire dividono. La rete offre numerosi siti di comparazione e valutazione che possono aiutare ad effettuare ricerche di ogni tipo, dall’affitto di locali per intraprendere una nuova attività all’acquisto di un auto o una moto per gli spostamenti fino alla selezione del miglior conto corrente per giovani. Scarseggiano, invece, veri e proprio spazi in cui i giovani possano progettare il proprio futuro. A questo proposito, e prendendo ispirazione da Giosef Italia, è nata Giosef Siracusa – Giovani Senza Frontiere. L’associazione ha come “mission” la progettualità giovanile. Fattivamente cerca di far entrare in contatto i ragazzi siracusani con le enormi prospettive conoscitive sparse per l’Europa.
Il tutto al fine di combattere la “teoria del muro” che sempre più sembra diffondersi, specie nei giovani, e promuovendo, anzi, la cultura dell’incontro e del dialogo. Giosef Italia è convinta che mantenere in vita la struttura dell’Unione Europea sancisca un libero scambio non solo delle merci ma di cultura, idee, formazione. Spiega, infatti, la Presidente dell’associazione, Giulia Giambusso: “La nostra mission intende promuovere l’esperienza attraverso la partecipazione e la realizzazione di progetti di scambio giovani e training course, finanziati e sostenuti dalla comunità europea per accrescere la cooperazione sociale, il rispetto tra i popoli e promuovere il senso d’identità. Giosef Siracusa nasce dall’esigenza che i giovani hanno di confrontarsi, accrescere le proprie competenze e viaggiare, entrando, per l’appunto, in contatto con luoghi, culture, idee e modus operandi differenti”.
“È fondamentale – conclude Giambusso – aggregare i giovani siracusani attorno all’idea di una formazione culturale a 360° che può solo consolidarsi con l’esperienza dell’incontro e quindi entrando a contatto con i linguaggi dei paesi della comunità Europea ed educarci al concetto di saper fare rete, per far sì che emerga la consapevolezza di avere le idee e gli strumenti necessari per la costruzione del proprio futuro nel proprio territorio o in Europa. Ciò può avvenire solo con uno sguardo attento alla bellezza dell’esperienza, della competenza e della cultura e dei principi basilari i della cooperazione sociale. Ed è infatti necessario ispirarsi alle parole di Sant’Agostino: <<Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina sola>>”.

