Si alzano i calici per l’edizione 2015 di Vinitaly, il salone internazionale del settore vinicolo, che si svolgerà a Verona per quattro giorni, da domenica 22 a mercoledì 25 marzo.
Tra eventi, tasting e workshop sono previsti 4 mila espositori e 155 mila visitatori, di cui la metà stranieri provenienti da 120 Paesi. Il salone di Vinitaly offre la possibilità di “gustare” le eccellenze italiane del vino e di favorire il contatto tra professionisti e produttori del settore vinicolo.
Rispondono all’appello di Vinitaly, anche i comuni siciliani di Pachino e Noto che rappresenteranno il patrimonio enogastronomico del sud est dell’isola ma anche la musica jazz nel mondo, grazie a una esibizione del sassofonista siciliano Francesco Cafiso. Il tutto è stato “orchestrato” da un protocollo d’intesa tra i due comuni della provincia di Siracusa, siglato la settimana scorsa a Palazzo Ducezio, a Noto, dai sindaci Roberto Bruno e Corrado Bonfanti.
Insieme alla musica di Cafisio, gli eventi legati all’enogastronomia d’eccellenza nel corso della stagione estiva verranno “assaporati” grazie alle sette le cantine dello stand 120 del padiglione Sicilia: Vini Arfò, Feudo Rudinì, Feudo Ramaddini, Rio Favara, Cantine Gulino, Marchesi di San Giuliano e Vini Scirè. Tutte le cantine unite dal buon vino e dal territorio siciliano, non solo luogo di produzione del vino ma parte di un percorso sensoriale unico. Grazie, infatti, a “Strade del Vino e dei Sapori di Sicilia” e del “Val di noto” è possibile scoprire anche le tradizioni, i colori e i sapori tipici e inconfondibili, tratti distintivi della nostra regione.
Per la Sicilia prima e per l’Italia poi, vini come il “Nero d’Avola” e il “Moscato”, rappresentano un marchio di qualità per il consumatore. Una qualità che produce ricchezza in Sicilia dato che solo il “Nero d’Avola” ha prodotto oltre 23 milioni di euro di fatturato attraverso i canali della grande distribuzione organizzata e più di 6 milioni di litri commercializzati (dati IRI) nell’anno 2014.
Una conferma per un vino siciliano prodotto anche da una della sette partecipanti a Vinitaly, l’azienda “Feudo Ramaddini” che ci racconta l’esperienza del salone internazionale del vino con la responsabile di sales e marketing aziendale, Valeria Ballacchino, pronta a rappresentare la Sicilia e la sua azienda per i prossimi giorni a Verona.
Un ricco programma quello di “Vinitaly” che affronta ed approfondisce i temi legati alla domanda ed offerta del vino in Italia, Europa e nel resto del mondo. Quali sono le prospettive per il vino siciliano?
“Credo che il vino siciliano nell’ultimo decennio sia in netta crescita poiché rappresenta l’evoluzione di un prodotto frutto del “calore” siciliano, ma anche di innovazione tecnologica, con un risultato qualitativamente alto”.
I prodotti di Feudo Ramaddini possiedono tutte le caratteristiche di qualità di un buon vino. Cosa dovrebbe, inoltre, sapere il consumatore per fare un acquisto saggio e consapevole?
“Tra i principi della nostra “mission” aziendale esiste la formazione di un consumatore attento e qualificato, prima di tutto in relazione alla qualità del prodotto, a partire dalla vigna, unico luogo di produzione, per poi fare un passaggio attento e sistematico in cantina. La somma di tutto ciò sta nei numerosi riconoscimenti ottenuti dai nostri vini e dall’apprezzamento continuo dei nostri clienti, che non possono seguire tutto il ciclo produttivo, ma consolidano la loro fiducia con l’acquisto sistematico”.
Un aspetto fondamentale è quello della quantità e del valore. Pare che la questione fondamentale sia ormai legata alla difesa del valore del vino, del territorio e della realtà aziendale. Oltre al vino, quanto è importante valorizzare tutti questi aspetti?
“Oggi la cantina Feudo Ramaddini non è solo sinonimo di produzione vitivinicola, ma diviene ogni giorno di più rispetto del territorio di appartenenza, suggestivo luogo di accoglienza enoturistica e soprattutto rivalutazione di una meravigliosa costa a sud-est d’Europa.
Una partnership ad hoc siglata tra Pachino e Noto, per arrivare uniti a Vinitaly. E’ l’inizio di una collaborazione che potrebbe produrre grandi risultati. Cosa produrrà questa alleanza dopo Vinitaly?
I presupposti e le idee non mancano, il supporto dei due Comuni, sono certa, darà vigore e spessore alle iniziative dei singoli produttori.
A parte le fiere e le promozioni commerciali, cosa pensate che possa servire in Sicilia per farvi conoscere e apprezzare? Qual è l’anello mancante? Puntiamo moltissimo sull’accoglienza in cantina, perchè solo aprendo le porte di casa nostra al pubblico potremo trasmettere la passione ed l’emozione che ci guida ogni giorno”.


