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Tragedia nel Canale di Sicilia, 6 cadaveri e 21 dispersi. Un anno fa il naufragio con 700 migranti morti, il relitto arriverà ad Augusta


migranti-SIRACUSATIMESNews: continua la “morte silenziosa” dei migranti. In mare a largo della Libia, individuato un gommone con 6 cadaveri. Questa la notizia diramata dall’organizzazione umanitaria Sos Mediterranee, che ha condotto in salvo su nave “Aquarius” 108 persone, uno dei naufraghi ha detto che a bordo erano presenti almeno 135 persone. Solo l’inizio di quella che sembra essere una nuova tragedia.

Tra i 108 sopravvissuti, oltre a una ventina di persone ancora disperse, cittadini del Gambia, della Guinea Bissau, della costa d’Avorio, del Togo, Nigeria, Senegal, Mali, Sudan, Etiopia ed Eritrea. Vento forza sei e onde alte due metri, queste le condizioni meteo del viaggio di salvezza, trasformatosi in una tragedia in mare aperto. Avevano viaggiato nove ore prima che il gommone, partito da Sabratha e ormai in balia delle onde, fosse raggiunto dal mezzo di soccorso che poi ha fatto rotta verso Lampedusa. Una trentina di persone, tra cui donne e e bambini, sono state soccorse al largo della costa siracusana. Al largo delle coste egiziane, secondo fonti locali e somale, quattro imbarcazioni fatiscenti sarebbero naufragate. Il primo bilancio parla di circa 400 somali dispersi mentre stavano cercando di raggiungere le coste italiane.

E intanto oggi si ricorda il naufragio con 700 morti, avvenuto esattamente un anno fa. Il relitto di quella tragedia verrà a fine mese portato ad Augusta. Era il 18 aprile 2015 quando a largo della Libia,  per quella che è considerata la più grande tragedia nel Mediterraneo fra i viaggi della speranza. Il peschereccio è stato recuperato a circa 400 metri di profondità. La notizia è stata confermata anche dalla Procura di Catania, titolare dell’inchiesta, che spiega come la “Marina militare avvalendosi di apparecchiature messe a disposizione da una ditta all’uopo incaricata, provvederà al recupero dell’imbarcazione affondata e delle salme che giacciono all’interno. Il recupero del barcone è gestito da strutture governative, con il ministero della Difesa in prima linea, in coordinamento con strutture locali.

 

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