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Suffragette: un film che dovrebbero guardare gli uomini, oltre che le donne


News: è arrivato nei cinema “Suffragette”, il film della regista Sarah Gavron dedicato alle attiviste inglesi che nei primi decenni del secolo scorso lottarono a favore del suffragio elettorale alle donne. Il film parla di loro: le suffragette del 1903, donne inglesi che hanno dato vita a una lotta senza quartiere per ottenere uno dei diritti universali loro negato, quello del voto. Nelle strade e nelle case, nei palazzi e nelle fabbriche, le attiviste dell'”Unione sociale e politica delle donne”, creata da Emmeline Pankhurst (nel film interpretata da Meryl Streep) hanno saputo catalizzare l’attenzione della società e dei media, dei detrattori e dei politici. Nel 1918 fu loro finalmente concesso, dopo aver testimoniato valore e coraggio durante le tragedie della Grande Guerra, di entrare in un seggio elettorale, ma al compimento del trentesimo compleanno, mentre il suffragio universale arriverà dieci anni dopo e in Italia soltanto nel 1945, mentre in molti Paesi di cultura araba è ancora totalmente ignorato.  Il bel film di Sarah Gavron innesta queste vicende e questo clima nella storia di Maud (Carey Mulligan) che lavora sfruttata in una lavanderia, si avvicina al movimento, ne diventa protagonista e assiste al sacrificio risolutore di Emily durante il derby di Epson, colpita dal cavallo di re Giorgio V, gesto eclatante che ebbe risonanza mondiale, cui seguirono le commoventi esequie della ragazza a Londra, il 14 giugno 1913.

Un film che dovrebbero guardare gli uomini, oltre che le donne. Il film riesca ad andare al di là dell’eguaglianza tra i sessi e che parli delle disuguaglianze in tutti i sensi, perché nel film c’è un concetto universale di uguaglianza.

L’uscita del film suffragette non poteva che essere più azzeccata. Oggi, l’8 marzo è una grande opportunità per avere l’attenzione dei media sui diritti delle donne. Per ricordare ai giovani la loro storia. Una giornata non fine a se stessa ma con la speranza che la gente si senta incoraggiata a compiere azioni piccole e grandi. Perchè se vedono intorno a se ineguaglianza, si sentano incoraggiati a denunciarla quando manca che si tratti di impostare una società e mettere insieme un gruppo. In qualunque modo si faccia, è utile diffondere queste idee in maniera più silenziosa o più forte. Le cose possono cambiare, sono cambiate in passato, e si possono aiutare le donne in maniera molto profonda oggi, anche le piccole azioni contano tanto.

Suffragette non è un’opera perfetta, ma è quanto mai utile. Serve a ricordare e a riflettere su ciò che è stato e su quello che deve ancora essere. Alle donne ricorda di non dare per scontati i propri diritti. A tutti gli altri che i diritti civili, politici e sociali dovrebbero essere una garanzia, non qualcosa da gestire tra pochi eletti e su cui alzare battaglie ideologiche. Un argomento che sta particolarmente a cuore alla regista, che dedica a tutte le donne un film frutto di accurate ricerche storiche, a partire dalle fabbriche in cui le lavoratrici, senza rappresentanza politica, in cui venivano doppiamente sfruttate.

Purtroppo, le nuove generazioni generazioni non se ne rendono conto. La parità dei diritti per le donne, è ancora, però spesso incompleta. C’è molto ancora da fare anche nel mondo occidentale. Anche se nel mondo non c’è trasparenza sulle differenze di stipendio, non c’è equa rappresentazione delle donne nel Parlamento, non ci sono abbastanza donne nei posti di comando nelle aziende, è c’è ancora molta violenza sessuale sulle donne come purtroppo mostra la cronaca. La violenza è una attitudine sociale, causata da una sbagliata rappresentazione delle donne nei media e da una scarsa educazione sui loro diritti. L’eguaglianza è una buona cosa per tutti, non solo per le donne.

 

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