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Siracusa, Zappulla: “Si affidi ad una Autorithy Nazionale il compito di sbloccare le bonifiche”


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On.le Giuseppe Zappulla, deputato nazionale del Pd

News Siracusa: si è tenuta questa mattina, alle 10, una conferenza stampa, indetta dal deputato nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Zappulla in merito alle bonifiche delle aree industriali.

“Preliminarmente – esordisce Zappullasento il dovere di confermare il mio pieno e convinto sostegno ai lavoratori e al sindacato di categoria e confederale per la battaglia che stanno conducendo con l’Eni per impedire lo smantellamento della chimica Versalis. Che i vertici Eni con, De Scalzi in testa, stiano mettendo in seria discussione la proposta SK Capital la dice lunga sulla fondatezza delle riserve e critiche che sono stante avanzate dal sindacato e da  molti di noi sulla validità della operazione. Oggi l’Eni – prosegue il deputato – pare stia valutando anche altre proposte: ma che sia chiaro, non si punti a mere operazioni di cassa e finanziarie e si mantenga il ruolo centrale dell’Eni e dall’eventuale partners si pretendano garanzia sulla solidità finanziaria, sul progetto industriale, sul mantenimento dei livelli occupazionali e degli investimenti previsti, sul rispetto delle opere di bonifiche. Per queste ragioni ritengo sia importante la nuova giornata di mobilitazione promossa dal sindacato nazionale unitario dei chimici per il 13 maggio, a cui confermo pertanto il mio sostengo”.

Dopo questa premessa, l’onorevole Zappulla è entrato nel merito dell’argomento della conferenza stampa.

“Il 3 maggio ho presentato alla Camera una specifica proposta di Legge che tenta di innovare in modo molto forte e significativo i Siti Contaminati di Interesse Nazionale e Regionale e tra quelle nazionali è stata inserita Priolo e la nostra intera area industriale con i comuni interessati. Gli obiettivi fondamentali sono tre. Il primo attiene alla presa d’atto che in molte realtà del Paese e delle aree contaminate le opere di bonifica sono sospese, bloccate e stanno accumulando ritardi insostenibili per le comunità interessate. Per quanto riguarda le bonifiche del nostro territorio, pur essendo previste in un specifico accordo di programma siglato con il Governo Nazionale nel 2008 con una spesa indicata di più di 700 milioni di euro, allo stato, si sono realmente impegnate quelle relative alla vera o presunta progettazione. Disponibili poco più di 100 ma se ne sono perse le tracce nel rimbalzo delle responsabilità tra il Ministero per l’Ambiente e la Regione Siciliana. Una situazione  inaccettabile perché la realizzazione delle bonifiche rappresenta una risposta di civiltà per il territorio e, al contempo, può liberare aree anche per l’insediamento di piccole e medie imprese sostenibili dal punto di vista ambientale.  Per contribuire ad uscire da questa incredibile situazione di stallo, propongo e chiedo al Governo nazionale di affidare ad una specifica Autorithy Nazionale il compito di sbloccare le opere e di verificare e monitorare che gli interventi e le risorse vengano concretamente realizzati e spesi in coerenza con i programmi e i progetti previsti.

In secondo luogo, punto a istituire le Zone Franche Produttive in tutte le are sin e regionali già individuate e classificate con le specifiche leggi dello Stato. Lo scopo è quello di sostenere, con una forte terapia d’urto ormai resa necessaria e indispensabile,  i Comuni interessati dai siti contaminati perché inquinamento e alterazione del sistema ambientale hanno rappresentato, insieme ad evidenti problemi sanitari e di salute per i lavoratori e i cittadini, anche un freno allo sviluppo socio-economico dei territori. Se a questo aggiungiamo,  per la nostra area industriale, le ricadute negative causa del ridimensionamento dei progetti industriali e della mancata attuazione dell’accordo di programma sulla chimica e reindustrializzazione del dicembre 2005, in questo ultimo decennio si è determinata una condizione paradossale di problematiche ambientali irrisolte e di silenziosi ma molto pesanti processi di deindustrializzazione. Processi che hanno determinato  la crisi di intere filiere e di imprese con la riduzione molto grave dei livelli occupazionali.

E’ necessario, quindi, prevedere iniziative e strumenti concreti per il sostegno delle Imprese già operanti e per l’avvio di nuove attività che promuovano quello sviluppo negato o frenato dalla presenza di siti contaminati. Quindi nuovo sviluppo economico, e non solo, legato alle attività industriali, per creare nuova occupazione per realtà in cui i livelli di disoccupazione soprattutto giovanile stanno toccando soglie inaccettabili per una società che si definisce civile e democratica. La proposta di legge prevede di istituire Zone Franche Produttive che si presume dovranno scadere il 31 dicembre del 2040. I benefici previsti sono: il riconoscimento del credito d’imposta pari al 20% del reddito d’impresa e per almeno sei anni; agevolazioni fiscali fino a 10 anni; per 24 mesi è ridotta del 50% l’imposta sul reddito delle persone fisiche; previste inoltre agevolazioni creditizie e finanziarie da concordare in appositi intese. Si punta, infine, a un contributo straordinario per le spese di avviamento di una nuova attività, con creazione di nuova e stabile occupazione, fino a un massimo di 1 milione di euro.

Per la gestione della Zona Franca è istituito un Corsorzio composto dai Comuni interessati, dalle Camere di Commercio, dalle associazioni di categoria imprenditoriali e professionali, dalle organizzazioni sindacali e dagli istituti di credito. Al fine di garantire il massimo della trasparenza e della legalità nella gestione delle zone e nella selezione dei progetti, ritenuti validi, la Presidenza del Consorzio è affidata direttamente al prefetto o a un soggetto da lui designato (Magistrato).

In ultimo luogo, e non certo per importanza, la proposta di legge prevede benefici previdenziali per i lavoratori e le lavoratrici impegnate nelle aree Sin. Stiamo parlando, infatti, di maestranze che hanno operato per molti anni in realtà e in attività comunque esposte sul terreno ambientale che hanno messo, quasi sempre inconsapevolmente, a serio rischio la propria sicurezza e la salute propria e delle loro famiglie. Molti hanno pure contratto nel tempo malattie, disturbi alla salute configurabili come malattie professionali ma non classificabili nella casistica codificata e ufficiale. Hanno lavorato in condizioni che hanno abbassato la qualità del lavoro, la qualità della vita e le stesse capacità lavorative ridotte a causa della esposizione continua a sostanze nocive e a difficoltà ambientali. Prevedere, quindi, per i lavoratori e le lavoratrici che hanno operato per molto tempo, almeno 10 anni,  in queste aree benefici previdenziali lo considero un atto elementare di diritto e di civiltà. Ai fini dell’anticipazione dell’accesso al pensionamento e ai fini dell’importo delle prestazioni pensionistiche è riconosciuto un beneficio previdenziali pari a 1 mese per ogni anno di effettivo lavoro o frazione superiore a sei mesi. La sussistenza delle condizioni sono accertate e verificate dalle strutture e responsabili Inail.

Questi in sintesi i punti fondamentali della proposta di legge. Proposta che confronterò nelle prossime settimane con le organizzazioni sindacali e professionali e con gli stessi Enti Locali pronto ad apportare eventuali modifiche e correzioni che eventualmente mi saranno avanzate.

Che possibilità concreta ha questa proposta di legge di diventare legge?  – si chiede Zappulla – Io ritengo e non certo per presunzione, tante. Non solo, e non tanto, perché è nel merito una proposta seria, che risponde a problematiche vere e concrete. Ma anche perché la proposta di legge parla a 39 siti di interesse nazionale  e 18 regionale. In buona sostanza parla ad una mappa territoriale, economica e politica dell’intero Paese. Ho infatti notizia che dal 3 maggio, giorno della formale presentazione alla Camera, stanno già sottoscrivendo la mia proposta decine di parlamentari che non è difficile immaginare, seguono proprio la mappa dei siti. Quindi parte da me, parte dalla nostra zona, ma coinvolge tutto il Paese. Confido – conclude il deputato – quindi in una forza d’urto e in sostegno davvero ampio e vasto. Io, questo è certo,  ci metterò tutto l’impegno possibile e che occorre”.

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