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Siracusa, Zappulla (Pd): un nuovo governo in città significa cambiamento radicale, no vecchie manfrine”


zappulla-pippo-5News Siracusa: “per costruire un nuovo governo della città bisogna cancellare quello precedente: c’è davvero  poco da interpretare”- dichiara il deputato nazionale Pd, Pippo Zappulla, in merito all’idea di non azzerare ma di rimodulare la giunta e si scaglia contro il Pd siracusano. – La proposta sensata di Marziano puntava a cogliere l’obiettivo evitando il rischio di impiccarsi sulla terminologia e spaccare la direzione. Il percorso condiviso è quello di costruire una svolta radicale attraverso una seria verifica interna e con l’intera coalizione del centrosinistra”.

“Fermo restando il diritto-dovere di coloro che sono coinvolti nelle vicende giudiziarie di dimostrare la loro estraneità, questa soluzione  non sana certo le differenze nè annulla valutazioni diverse sulle vicende giudiziarie e sul rispetto che si deve alla magistratura. Ma afferma la consapevolezza comune di un disagio profondo che si è manifestato in città e rischia di travolgere l’Amministrazione, il Consiglio e la stessa politica. Una profonda crisi di legittimità che non si recupera certo con gli accomodamenti né con le inutili e noiose dispute nominalistiche ma con provvedimenti politici all’altezza della gravità della situazione. Il rimpasto, più o meno rinforzato e pilotato, è figlio di norma della ordinaria amministrazione mentre il Pd, il centrosinistra, l’Amministrazione, Garozzo hanno bisogno di atti politici straordinari”.

“Un segnale chiaro e netto di cambiamento – ancora Zappulla – per rilanciare i temi che riguardano la vita concreta dei cittadini: dalla grande emergenza lavoro alle politiche sociali, dall’aspetto urbanistico della città ai servizi fondamentali dei trasporti, dell’acqua, dei rifiuti e dello sport. In buona sostanza: alzare seriamente l’asticella della trasparenza e della legalità rimettendo al centro i temi programmatici delle condizioni materiali di vita dei cittadini”.

“Non sono interessato ad altro – prosegue – le furbate nominalistiche non hanno senso se non quello di perdere una occasione straordinaria di non rompere in modo letale il legame di fiducia e di credibilità, già’ fortemente compromesso, con la città. E come ho già dichiarato in Direzione, soluzioni pasticciate e inadeguate non troveranno il mio consenso e mi tirerò  fuori, esattamente come ha avuto modo di dichiarare nelle conclusioni il segretario regionale Fausto Raciti”.

“E a quanti sono stati travolti dalla sindrome espulsiva confermo che amo confrontarmi anche duramente con chi la pensa diversamente e non chiedo certo provvedimenti simili, ma ritengo ugualmente utile precisare che – se proprio bisogna espellere qualcuno – conclude –  si punti a quanti violano gravemente il codico etico e morale del partito, agli struzzi permanenti  e ai killer del buon senso, del buon gusto e del rispetto delle opinioni degli altri”.

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