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Siracusa. Zappulla e Marziano sul nuovo assessore Abela. “Lo strabismo nazionale del Sindaco Garozzo”


marziano zappulla siracusa timesNews Siracusa“Il sindaco Garozzo nomina un nuovo assessore cambiando l’ennesimo componente di giunta come stesse organizzando una serata tra amici”. Questo è solo l’inizio di una dichiarazione congiunta dei deputati Pd, Pippo Zappulla e Bruno Marziano, a seguito della nomina del nuovo assessore Dario Abela (Leggi Qui).

“Apprendiamo, – spiegano Marziano e Zappulla –  solo dalla stampa, della nomina di Dario Abela al posto di Antonio Grasso. Confessiamo che per qualche tempo abbiamo coltivato il sospetto che Garozzo stesse di fatto alla guida di una giunta civica, oggi apprendiamo invece di una sorta di versione siracusana del partito della nazione. Circola voce, infatti, che il nuovo Assessore coltivi simpatie, peraltro non nascoste, per la Destra storica. Ma, siamo certi, trattasi di voce infondata che sarà sdegnosamente smentita”.

“In ogni caso, cresce in noi dirompente la sensazione che a Garozzo sfugga la differenza tra essere un capo (ma dalle indiscrezioni pare non essere l’unico) di una componente e il Sindaco di una coalizione di centrosinistra e di tutto il Pd. Sfugge a Garozzo di essere Sindaco di una città straordinariamente bella ma altrettanto impegnativa dove il rispetto del ruolo di tutti, a partire dal consiglio comunale e dal suo partito, è condizione necessaria e doverosa di trasparenza, di gestione e controllo democratico”.

“Leggiamo – ancora Marzaiano e Zappulla – di un intervento amleticamente avvinghiato nella individuazione dei falchi e delle colombe. Senza accorgersi che i peggiori sono i camaleonti e ancora di piu’ lo struzzo ventriloquo. Dell’ingresso di Basso nel Pd ne erano a conoscenza tutti e da tempo, si confonde l’amarezza per la mancata adesione alla propria componente con chissà quale momento preventivo di consultazione”.

“In merito al ruolo di Lo Giudice egli rimane l’unico Segretario provinciale eletto, grande rispetto per tutti, compresi i vice segretari, ma senza mettere in discussione le prerogative del Segretario, senza tentativi maldestri di ingessamento e di ricatti. Spieghino a partire da Renzi e a tutti segretari regionali e provinciali che i vice dove esistono sono al pari”.

“Se esistono ancora margini – ma crescono in noi i dubbi – per riprendere il filo di una gestione unitaria ma plurale del partito si applichi il buon senso, il rispetto dei ruoli e delle prerogative di tutti e si evitino interventi “edipici” e “provocatori” come quello che abbiamo letto stamattina”.

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