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Siracusa: Vinciullo, Castagnino, Alota e Vinci si pronunciano sul progetto di Ognina


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News Siracusa: abbiamo letto di alcune di dichiarazioni surreali del Presidente della Commissione Urbanistica e di altri autorevoli esponenti di questa pseudo maggioranza che, con la propria azione amministrativa, sta distruggendo la città di Siracusa. Siamo veramente preoccupati per le bugie ma soprattutto per la pochezza dei ragionamenti portati avanti.”: lo hanno dichiarato l’On. Vincenzo Vinciullo, e i Consiglieri Comunali Castagnino, Alota e Vinci.”

“Il Presidente della Commissione Urbanistica, cerca, con termini assolutamente inappropriati alla nostra parte politica, di portare a rissa il dibattito che noi, con grande moderazione, avevamo tentato di affrontare. Capiamo che in una parte del PD non sono abituati a ragionare, perché ormai per alcuni di loro è una “universal caserma”, ma è anche vero che devono capire che quando si tratta dell’interesse della città gli argomenti si affrontano all’interno del Consiglio Comunale e mai in luoghi privati o semi-pubblici. Una variante così vasta e devastante al vigente Piano Regolatore Generale, – hanno proseguito Vinciullo, Castagnino, Alota e Vinci–  una variante che metterà in discussione l’habitat di contrada Ognina non può essere discussa solo nelle segrete stanze di un partito, ma va discussa preventivamente all’interno del Consiglio Comunale, preventivamente all’interno di tutti i Consigli Circoscrizionali e solo dopo può essere oggetto di ragionamenti di natura anche amministrativa”.

“Quello che sfugge al difensore di questa Amministrazione è che, prima che un fatto amministrativo, è la città che si deve interrogare se vuole rinunciare a una parte della sua storia che presenta tracce di insediamenti importanti che vanno dalla preistoria all’età bizantina, e poi, se la vuole portare in polemica, dovrebbe spiegarci, ad esempio, chi ha autorizzato questa società ad utilizzare alcune aree già comunali all’interno del comparto e a spostarle su altra zona”.

“Quanto all’invito a dimetterci- hanno concluso Vinciullo, Castagnino, Alota e Vinci- sfugge sempre all’ ultra realista della rivoluzione renziana che gli ultimi due Governi regionali sono stati fra i peggiori della storia della Sicilia e sono stati a guida PD, quindi le dimissioni non le deve chiedere a noi ma ai suoi compagni di partito”.

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