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Siracusa. Villa Reimann al buio da due settimane, ferma l’attività del Consorzio Universitario “Archimede”


News Siracusa: luci spente a Villa Reimann, da due settimane.  <<Il Sindaco dichiara che vuole aumentare l’offerta universitaria e l’Enel nel frattempo taglia la luce a Villa Reimann e  quindi il Consorzio Universitario è al buio da più di due settimane. Potenza delle parole. Già nel mese di marzo dell’anno scorso Save Villa Reimann aveva avuto modo di denunciare ai Responsabili comunali ed alla Commissione dei Garanti che Villa Reimann utilizzava energia elettrica fornita  dall’Enel con contratto e fatture intestate  all’Istituto di Studi Siracusani che, come noto, il Vicesindaco Italia aveva posto in liquidazione facendo cessare l’attività ed impedendo così la possibilità di eseguire pagamenti>>interviene il comitato “Save Villa Reimann”, con il suo rappresentante Marcello Lo Iacono.

<<Ed è così che la Società elettrica, dopo aver messo in mora un soggetto che non esiste più, ha provveduto a “tagliare” la fornitura facendo restare letteralmente al buio tutta Villa Reimann ed il suo Parco e segnatamente il Consorzio Universitario Archimede che ha la sede proprio nella casa della gentildonna danese.  Fermi quindi i computer, fermi gli allarmi, ferma una mostra della Facoltà di Architettura ospitata in Villa, ferma l’attività del Consorzio Universitario che, dopo la firma di un risibile accordo a stralcio con il debitore Comune di Siracusa (è possibile farlo in assenza di contenzioso tra Enti pubblici?) si ritrova al buio totale>>.

<<Anche la Città civile da tempo è al buio totale; anche la Città culturale è al buio pesto. E’ stata “tagliata” la coerenza e la credibilità della stessa Città dove il suo Sindaco  nello stesso momento in cui lascia vergognosamente al buio, da più di due settimane,  il Consorzio Universitario Archimede dichiara che “In un modello economico turistico-culturale la presenza universitaria deve essere potenziata. Dobbiamo aprire un nuovo capitolo nei rapporti con l’Ateneo e rilanciarne la presenza a Siracusa. Si potrebbero riportare qui i corsi di laurea in Beni culturali o attivarne di nuovi coerenti con la storia e con le prospettive di sviluppo che ci siamo dati (quali?), sapendo che le nostre potenzialità (quali?) possono essere un’occasione anche per l’università di Catania”>>. Parole  e concetti in libertà che ancora una volta dimostrano l’incoerenza  di un’Amministrazione, incapace di formulare proposte concrete e rispolvera vecchie tematiche col  maldestro tentativo di “arrampicarsi sugli specchi” >>.

 

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