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Siracusa, Versalis. Il Governo a Zappulla “Ancora nessuna operazione definita”


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On.le Giuseppe Zappulla, deputato regionale del Partito Democratico

News Siracusa: il Governo nazionale, nella persona del viceministro allo sviluppo economo, Teresa Bellanova ha risposto ad un interrogazione presentata dal deputato nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Zappulla in merito alla cessione della Versalis. Il viceministro dichiara che: “non vi è ancora alcuna operazione definita” e per questo che il 6 aprile l’Eni sarà in audizione in commissione attività produttive della Camera dei Deputati.

“Ieri  – dichiara Zappulla – il vice ministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, nel rispondere ad una mia precisa interrogazione parlamentare, ha dichiarato che per il Governo la chimica è certamente una filiera strategica che va non solo mantenuta ma anche salvaguardata.

Ha confermato l’esistenza di una trattativa con il fondo americano SK Capital ma ha precisato che ‘non esiste alcuna operazione già conclusa’. Ha, infine concluso la risposta dichiarando che ‘il Ministero dello Sviluppo Economico, anche attraverso il coinvolgimento di tutte le parti e i territori interessati, continuerà a lavorare con l’obiettivo di valorizzare il rilancio delle attività esistenti in Versalis, di salvaguardare i livelli occupazionali nonché di tutelare un comparto strategico del Paese’.

Ho avuto modo di ribadire al viceministro – prosegue il deputato – che in discussione non è la possibilità di realizzare partnership con società internazionali che favoriscano lo scambio tecnologico, la possibilità di ingresso in altri mercati e realizzare nuove risorse finanziarie per sostenere gli investimenti previsti e necessari.

La contrarietà netta invece sta nell’assenza di garanzie da parte del fondo SK Capital delle risorse finanziarie occorrenti, dell’assenza di un vero progetto industriale, delle aleatorie rassicurazioni sul terreno delle garanzie occupazionali, della mancanza di ogni riferimento agli interventi previsti di risanamento e di bonifica ambientale. In tal modo il rischio evidente è quello di realizzare una mera operazione di cassa e di finanziarizzazione, cancellando, di fatto, un tassello strategico del sistema industriale italiano, condannando interi territori alla desertificazione industriale con ricadute devastanti e inaccettabili sul terreno occupazionale, sociale ed ambientale.

Proprio perché ancora nessuna intesa è stata raggiunta, ho chiesto al Governo – conclude Zappulla – non solo di vigilare e di mantenere il tavolo di confronto aperto con il sindacato e le istituzioni locali e regionali, ma di intervenire autorevolmente nei confronti della dirigenza Eni perché cambi marcia e registro”.

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