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Siracusa. Una nuova “dimora” per Renzo Formosa


News Siracusa: Era un bambino. Un bambino come tanti altri. Era un bambino Renzo. Un bambino che a causa di un grave incidente stradale è stato strappato via all’affetto della sua famiglia e dei suoi amici (Leggi qui). Era solo un bambino Renzo Formosa. Un bambino che come altri mille bambini aveva sogni ed aspettative. Sogni semplici di un bambino con una capigliatura spettinata ed un sorriso coinvolgente. Renzo però da mesi, due mesi proprio oggi, non dorme più nel suo letto ma riposa e lo farà per sempre nel cimitero di Siracusa. Quel luogo di silenzio e troppa incuria dove i resti materiali trovano l’eterno riposo e vengono “pianti” dai loro cari. Quel luogo, purtroppo, lo conoscono bene tanti genitori. Genitori sfortunati ai quali la vita ha strappato via senza alcuna remore il sorriso.

Quel luogo lo conosce bene Giacinto Avola, papà di Francesco inghiottito dalle acque del
Plemmirio tre anni addietro. Ed é proprio papà Giacinto che attraverso l’associazione “Gli Angeli” ha sposato la causa del piccolo Renzo e della sua famiglia.

Il corpo di Renzo riposa in uno dei nuovi loculi. Il suo posto è in alto e mamma Lucia fa difficoltà a poter stare vicino a suo figlio. Piange mamma Lucia. Piange arrampicata ad una tremolante scala di ferro che la porta dritta davanti a quella foto del figlio 15enne. Stesa sotto quell’immagine di Renzo sorridente c’è una sciarpa del Siracusa Calcio ed i sogni ormai spenti di un bambino.

Piange mamma Lucia. Piange per quel posto “maledetto” dove suo figlio dovrà riposare per sempre. Piange mentre pulisce quella foto nel tentativo di accarezzare ancora il suo bambino. Piange e si dispera perché il posto assegnato a Renzo è un posto dove avvengono molti furti e dove l'”odore” della morte è talmente forte da entrare dalle narici ed arrivare dritta al cervello scuotendolo rovinosamente in pensieri che nessun genitore dovrebbe mai fare.

Eppure Lucia ogni giorno piange. Piange come fa mentre le parliamo.

“La mia vita è distrutta – dice tra le lacrime ed una voce tremolante mamma Lucia – mio figlio, Renzo non doveva morire così. Non doveva andare via in una strada nel cuore della città ad ora di pranzo quando si rientra da scuola”.

Piange mamma Lucia. Piange perché il cuore le è stato strappato dal petto in un solo minuto. E mentre piange ci dice: “il film di quel giorno si riavvolge nella mia mente, rivedo mio figlio mentre distrutto dall’incidente provava a farmi forza andando la mano ed il pollice per non farmi preoccupare”.

Eppure mamma Lucia, che ha la morte nel cuore, non è libera di andare a trovare il suo Renzo nella sua “nuova casa”. Non è libera perché a Renzo è stato assegnato uno due nuovi loculi costruiti. Un luogo che si chiude come un vicolo cieco. Un luogo, nel terzo cancello, dove spesso avvengono dei furti. Deve essere sempre accompagnata mamma Lucia per andare a pulire quella foto del suo bambino.

“Ho paura ad andare a salutare giornalmente il mio bambino – dice mamma Lucia – perché il posto che ci è stato assegnato non è sicuro”.

Non si fermano le lacrime della mamma del 15enne quando parla di questo luogo “chiuso” dove deve immaginare, “grazie” agli odori nauseabondi, in che stato sia il corpo del suo bambino.

Chiaramente ci auguriamo che il corpo di Renzo trovi un nuovo “posto” dove riposare per sempre anche se per la mamma sarà sicuramente dilaniante rivivere momenti come quello della tumulazione del proprio figlio.

Ci auguriamo che mamma Lucia possa andare a trovare il suo bambino con “tranquillità” per palare linearmente con quel figlio che tanto amava.

“Scriva che lo amo” – sono queste le ultime parole di una mamma che in questo momento sta vivendo un ulteriore dolore. Ed è proprio con queste parole che vogliamo lasciarvi a riflettere. Riflettere sul fatto che un dolore che non potrà mai assedé alleviato potrebbe almeno essere reso “vivibile” da condizioni diverse.

 

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