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Siracusa, un gol per le vittime della strada: si gioca domenica la Partita del cuore



partita del cuore1News Siracusa:
si svolgerà il prossimo 20 Settembre 2015, alle ore 20.30 alla Cittadella dello Sport, la prima edizione della Partita del cuore, un incontro di Calcio a 5 con squadre a ranghi misti.

Un evento, quello di domenica 20, dedicato ai giovani universitari Claudio Caruso e Gabriele Chierzi, rimasti uccisi in un incidente stradale provocato da un automobilista sotto gli effetti di alcool e droghe, ed alle tante altre vittime della strada ancora in attesa di giustizia.

Le morti dovute ad incidenti stradali provocati dalla guida in stato di ebbrezza o di alterazione da sostanze stupefacenti costituisce, oggi, una delle più alte cause di mortalità tra i giovani under 30. Le statistiche dell’Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), parlano chiare ed evidenziano come nel solo mese di agosto, su 113 casi di pirateria grave, siano stati registrati 23 decessi e 110 casi di persone ferite. Un dato allarmante e particolarmente significativo soprattutto se lo si confronta con le statistiche del 2014, dove su 78 casi di pirateria, i morti furono meno della metà, otto in tutto.

Sono dati dolorosi che non possono essere ignorati. Già nelle prossime settimane, si tornerà infatti ad affrontare la questione nelle Commissioni Trasporti e Giustizia della Camera che, sulla base della proposta licenziata dal Senato a fine luglio, esamineranno l’introduzione del reato di omicidio stradale.

Il tema, particolarmente sentito a Siracusa, scossa solo pochi anni fa dalla morte di Claudio e Gabriele, sarà ricordato attraverso la “Partita del cuore”, iniziativa fortemente voluta dai tanti amici dei due giovani e dai dipendenti della Soprintendenza BB.CC. AA. di Siracusa.

“Tutti in campo – spiegano gli organizzatori dell’evento – per tenere alta l’attenzione sul disegno di legge che prevede l’introduzione di pene certe e più adeguate a sanzionare la condotta di chi si pone alla guida di autovetture o motocicli sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche provocando incidenti mortali o con lesioni gravissime”.

“Purtroppo – continuano – molti hanno scoperto che scappare conviene, perché anche se si viene identificati, se questo avviene successivamente non si può essere sottoposti a test su alcol e droga e alla fine tra patteggiamenti e sconti di pena la condanna media è attorno ai due anni! Ne risulta quindi,  nonostante la loro evidente gravità – concludono gli organizzatori – che sempre più spesso tali reati diventino di fatto di “serie B”, contribuendo ad alimentare il clima di impunità che da anni caratterizza tali episodi”.

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