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Siracusa. Tir si ribalta sull’autostrada, Filt Cgil in difesa degli autotrasportatori: “categoria da non crocifiggere”


Siracusa. Il segretario generale della FILT CGIL, Vera Uccello, scende in campo a tutela degli autotrasportatori <<una categoria di lavoratori che non sono certo da crocefiggere>>. La sindacalista prende posizione a seguito dei recenti incidenti stradali che hanno visto coinvolti i conducenti di mezzi pesanti, nei confronti dei quali sono scattati i controlli del caso, ma soprattutto si sono scatenate le critiche. Ultimo, l’incidente senza vittime avvenuto lo scorso sabato pomeriggio, quando un tir che viaggiava in direzione Cassibile ha perso il controllo e invaso la corsia apposta della autostrada (leggi qui).

<<Non voglio di certo dire che non debbano essere sottoposti a tutti i controlli, e ai test a cui  l’autista  in questi casi è sottoposto; intendo piuttosto dire che gli autotrasportatori oggi fanno parte di un comparto in cui le irregolarità, le illegittimità contrattuali e il ricatto lavorativo sono ormai la regola. Bisogna uscire dai luoghi comuni a capire in quale contesto sono costretti a operare pur di avere il lavoro>>.  Vera Uccello precisa ancora:<<Bene che si verifichino le scatole nere, anche se non sempre si riesce a sapere a chi e come ricondurre le dirette responsabilità della contraffazione, in quale ambito è maturato e perché>>. Affermazioni che riconducono al piano di iniziative a cui la FILT CGIL  intende dare vita, in prosieguo delle manifestazioni e degli scioperi a fine 2017. <<Il nostro obiettivo è quello di rivendicare la legalità, in ogni sua forma, all’interno di una categoria di lavoratori sin troppo bistrattati>>.

<<Dopo gli ultimi  e continui incidenti la situazione sta diventando preoccupante, sappiamo di lavoratori che guidano anche quindici o sedici ore di fila grazie ai dispositivi alterati. Vi è infatti l’uso comune dell’inserimento di un magnete che altera il cronotachigrafo – una sorta di computer di bordo che registra velocità, soste e tempi d’attesa – la calamita in questo modo blocca il dispositivo e non permette di registrare i tempi di guida o la velocità del mezzo. In questo modo possono anche guidare tre volte di più rispetto al consentito. Chi non mette il dispositivo o in altri casi la scheda di altri camionisti o dello stesso datore di lavoro e tutti hanno famiglia e figli e non si possono permettere di stare a casa. La responsabilità in tutti i casi ricade sulla testa del  lavoratore, su cui scatta la denuncia a piede libero e il ritiro della patente oltre a una max multa, nessuna conseguenza per l’azienda. Vedi – incalza Vera Uccello Segretario della FILT  – come sia assurdo che per far scattare la denuncia contro l’azienda, lo stesso camionista si debba esporre in prima persona. E come inoltre, le aziende che  costringono ad inserire questi strumenti, fanno concorrenza sleale verso le aziende che rispettano le regole, mettendo a rischio l’incolumità degli autisti sulle strade e la sicurezza alla circolazione di tutti>>.

<<Questo è un problema– sostiene Vera Uccello- , su cui parti sindacali e datoriali insieme possono fare squadra e unire le forze, per trovare soluzioni per il bene comune cioè il lavoro serio e sicuro per tutti>>.

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