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Siracusa. Stasera Consiglio comunale su debiti fuori bilancio e rilievi al consuntivo 2013


 

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Immagine di repertorio

News Siracusa: tornerà a riunirsi stasera, alle 18,30, il Consiglio comunale di Siracusa per proseguire la seduta iniziata ieri e interrotta dopo circa due ore per mancanza del numero legale. Oltre all’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, il civico consesso è chiamato ad approvare sei debiti fuori bilancio e le controdeduzioni ai rilievi sollevati dalla Corte dei conti al bilancio del 2013.

Ieri il numero legale è venuto a mancare quando il presidente, Santino Armaro, ha messo ai voti il primo debito fuori bilancio: poco meno di 129 mila euro per la progettazione di una piscina coperta in viale Santa Panagia, avvenuta una decina di anni addietro e mai realizzata.

Prima di arrivare al voto, l’aula si è confrontata su alcune questioni preliminari, la prima delle quali è stata sollevata da Elio Di Lorenzo. La vicenda riguarda la mancata calendarizzazione di una proposta di modifica del regolamento sulle commissioni consiliari. La riforma era stata affrontata dalla conferenza dei capigruppo lo scorso 27 gennaio e Di Lorenzo ha chiesto le ragioni per cui non è stata ancora inserita all’ordine del giorno dei lavori d’aula.

“Sul punto – ha risposto il presidente Amaroè in corso un confronto politico e tecnico che la presidenza sta seguendo in prima persona, ma la mancata calendarizzazione è legata al fatto che il Consiglio è stato assorbito da questioni urgenti”. Immediata la replica di Di Lorenzo che si è dichiarato insoddisfatto della risposta. Sulla stessa posizione anche Salvatore Castagnino per il quale il “presidente non si può sostituire alla capigruppo” perché ne risente il confronto democratico.

Sui lavori d’aula è intervenuto anche Salvatore Sorbello che ha ricordato al presidente la mancata calendarizzazione di due “proposte dell’opposizione ormai in scadenza”: quella sulla costituzione di una commissione d’indagine sulla refezione scolastica e quella sul piano di utilizzo del demanio marittimo, “redatto – ha detto Sorbelloda un commissario ad acta senza coinvolgere il consiglio comunale e che adesso è depositato alla Regione”.

Francesco Pappalardo è tornata sulla riforma delle commissioni invitando il presidente a mettere la proposta all’ordine del giorno, pur comprendendo le ragioni del ritardo. Quanto al demanio marittimo, Pappalardo ha sostenuto che al piano di utilizzo si lavora fin dal 2005 e che era stata la stessa Regione a informare l’Ente della mancata competenza del Consiglio comunale per il prolungarsi dei tempi.

Di tono diverso l’intervento di Gaetano Firenze, che ha puntato l’attenzione su un’intervista del presidente Armaro sulla vicenda Ias. Firenze ha contestato alcune considerazioni sul ruolo della politica e ha invitato il presidente, per il ruolo istituzionale che ricopre, a “usare maggiore cautela”. Il consigliere è intervenuto anche sui lavori d’aula rilevando che, secondo il regolamento, il presidente ha l’ultima parola perché “lui decide l’ordine del giorno sentiti i capigruppo”.

Il confronto sui debiti fuori bilancio, a seguito di sentenza esecutiva, è stato introdotto da una relazione del ragioniere generale, Giorgio Giannì, che ha illustrato la procedura, iniziata con il passaggio in Giunta, proseguita con l’impegno di spesa e che si conclude con l’approvazione del consiglio comunale.

Dai banchi, Concetta Vinci ha giudicato poco chiaro il parere dei revisori dei conti, critica ripresa anche da Sorbello: “Il collegio – ha detto – ha espresso un parere che, dal mio punto di vista, positivo non è”. Sorbello ha chiesto attenzione in quanto la decisione è destinata a passare al vaglio della Corte dei conti.

Castagnino sì è concentrato sulla procedura rispetto al bilancio, poiché il Consiglio è chiamato ad approvare nel 2016, debiti previsti nel conti del 2015 ormai definiti.

Una primo chiarimento è stato fornito dal presidente dei revisori, Giuseppe Canto: il parere del collegio, ha spiegato, è favorevole al pagamento del debito in quanto bisogna eseguire una sentenza definitiva e per evitare che si sommino altre quote di interessi passivi a carico dell’Ente. E’ negativo sulla procedura seguita perché non rispetterebbe il Testo unico sugli enti locali (Tuel). A parere dei revisori, i debiti andrebbero votati dal Consiglio nell’anno dell’iscrizione a bilancio e comunque subito dopo l’approvazione del preventivo.

L’assessore Gianluca Scrofani, presente in aula, ha invitato l’aula a votate le proposte e a non sottovalutare che l’Amministrazione, per la prima volta, ha previsto un fondo di accantonamento per i contenziosi “nel quale è stata inserita la non indifferente somma di 15 milioni di euro”.

Sulle conseguenze legali dei rilievi sollevati dai revisori dei conti, in caso di voto positivo sui debiti fuori bilancio, anche in vista di un eventuale colpa per danno erariale, è intervenuta Stefania Salvo, che ha chiesto il parare del capo dell’avvocatura comunale, Salvatore Bianca.

“La questione sollevata dei revisori – ha spiegato l’avvocato Biancaè di tipo formale mentre la  strada seguita dall’Amministrazione non può andare incontro a censure perché corretta nella sostanza. Può essere discutibile approvare nel 2016 somme iscritte a bilancio nel 2015 ma già l’inserimento del debito nello strumento di previsione può essere considerato sufficiente anche perché il ragioniere generale ha incluso un impegno preventivo che condizionava il versamento delle somme all’approvazione del bilancio di previsione 2015”. Secondo Bianca, questa procedura dovrebbe essere accolta dalla Corte dei conti perché “valida sul piano sostanziale”, mentre sull’accusa di danno erariale “si rischia se non si procede all’esecuzione della sentenza che condanna il Comune a pagare”.

Per Tanino Firenze, ultimo degli intervenuti prima di passare alla votazione, è necessario che il Consiglio si interroghi, con un dibattito pubblico, su cosa non funziona nella procedura. Sono debiti, ha concluso il consigliere Firenze, che vengono da un passato in qualche caso lontanissimo e sui quali è giusto ricercare le responsabilità.

 

 

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