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Siracusa. “Sostenibilità e Territorio” rappresentanza, sviluppo, responsabilità sociale questo il tema della tavola rotonda di quest’oggi


13178655_172738236458047_1940812622417984306_nNews Siracusa: «Un Patto di Siracusa, dove imprenditori, sindacato, chiesa, ricercatori, esperti, siano punto di riferimento per il bene di questo territorio. Perché se facciamo il bene del territorio, se investiamo anche sulla sostenibilità vuole dire che non c’è la delocalizzazione, la deindustrializzazione.»

È questo il filo conduttore, quasi un laboratorio di azione, che Angelo Colombini, segretario generale nazionale della Femca, lancia da Siracusa al termine della tavola rotonda su “Sostenibilità e Territorio”.

Un appuntamento che Sebastiano Tripoli, segretario generale della Femca territoriale, ha organizzato mettendo insieme tutti i soggetti presenti nel tessuto sociale. Gli esperti, il sindacato, la politica, gli enti locali, la chiesa, per un confronto, moderato dal giornalista Francesco Nania, aperto e, soprattutto, schietto.

A Riccardo Taverna, direttore Sostenibilità e CSR di Aida Partners Ogilvy PR, il compito di tracciare le linee storiche di una sostenibilità sociale di impresa che, partendo dalle esperienze illuminate di inizio secolo in Italia e negli Stati Uniti, rappresenta oggi l’autentico passaggio per costruire il futuro.

«L’importante è che le aziende – ha ricordato – capiscano che la sostenibilità non finisca al cancello. Fuori c’è un territorio che attende. E solo questa capacità può creare sviluppo e valore per qualsiasi impresa.»

I contributi di Claudio Geraci, direttore relazioni esterne di Isab, di padre Angelo Saraceno, direttore Ufficio pastorale per il lavoro, di Marika Di Marco, deputato regionale, di Salvo Adorno, storico, e di Paolo Amenta, vice presidente Anci Sicilia, sono serviti a fornire una chiave di lettura complessiva sulla percezione della sostenibilità e sul valore specifico in chiave di crescita.

«Una necessità – ha ribadito Paolo Sanzaro, segretario generale della Ust Ragusa Siracusa -, un percorso obbligato che come Cisl abbiamo tracciato da subito. Solo in pensare e il fare insieme possono risolvere i problemi di questa terra. E questo percorso è spendibile in tutti i nostri settori produttivi, nessuno escluso.»

«Questa necessità l’abbiamo riproposta con forza grazie alle parole del nostro segretario nazionale – ha ricordato Tripoli – Siracusa offre un contributo a una discussione sentita e, soprattutto, necessaria. Sostenibilità e territorio devono essere le parole chiave per quanti sono protagonisti nella vita sociale di questa terra.»

«Ma la mamma dei politici stolti è sempre incinta – ha concluso Angelo Colombini – e dobbiamo essere noi a essere responsabili, a credere a queste parole. Che non rappresentano una filosofia, ma la concretezza. Bisogna quindi investire, metterci i soldi; bisogna che le autorizzazioni siano veloci. Inaccettabile che ci si metta otto mesi, se non due anni.

Le autorizzazioni per la riconversione di Porto Marghera sono arrivate in tre mesi; a Gela è trascorso un anno.

I tempi sono importanti, perché significa dare lavoro. Dare prospettive ai lavoratori; dare la possibilità ai giovani di rimanere qua. Perché se non restate qua, non ci sarà futuro.

Questo Patto inizia oggi. – ha concluso il leader nazionale dei chimici cislini – Lo sigliamo per proseguire, creando le condizioni per gli investimenti. Perché le aziende non devono essere delle matrigne che pensano a se stesse, ma devono essere madrine che investono per il futuro.

Alcune aziende hanno messo economie, adesso dobbiamo costringerle ad investire nella sostenibilità, dentro questa idea.

E questo Patto mette in discussione anche quelle toghe che hanno solo voglia di farsi notare e che non tengono conto della questione sociale. Perché quando tu blocchi un’attività produttiva, come quella di Valdagri, ci sono oltre tremila persone dell’indotto che non avranno lavoro.

Allora dobbiamo comprendere il senso di questo Patto, quello di fare insieme responsabilmente. Insieme e responsabilità non sono termini disgiunti, perché significa andare oltre.»

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