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Siracusa. Sonia D’Amico si dimette dall’esecutivo del PD



News Siracusa:
“carissime e carissimi Amici, vi scrivo questa lettera per comunicarvi la mia decisione irrevocabile di dimettermi dal ruolo di componente dell’esecutivo del PD di Siracusa, con la
delega Innovazione e Smart Cities”. A scriverlo, attraverso una lettera nella quale annuncia le sue dimissioni dall’esecutivo del PD di Siracusa è Sonia D’Amico.

“Mi sono sempre sentita onorata di aver contribuito a far crescere questo nostro partito, ho sempre fatto il mio dovere da dirigente, militante, elettrice e da Consigliera Comunale, dando il mio contributo, piccolo o grande che sia stato, per il bene del Partito e di Siracusa, sacrificando il mio tempo, i miei affetti, le mie capacità intellettuali e organizzative”.

“Questo l’ho fatto con grande convinzione e abnegazione, almeno fino a quando il nostro segretario Alessio Lo Giudice, in questa ultima campagna elettorale per l’assemblea della Regione Siciliana,ha deciso di intraprendere una scelta correntizia e essere soltanto il segretario di una parte del PD. E se un Segretario non riesce più a difenderel’operato del proprio partito, del proprio governo e portare idee nuove o nuove soluzioni per ricucire gli evidenti “strappi” all’interno dello stesso, allora non può più essere più tale”.

“Continuerò comunque ad essere una militante, lottando per cambiare il partito dal suo interno finché ciò sarà possibile o mi sarà concesso, così come continuerò ad impegnarmi alacremente per la mia città. La politica con la P maiuscola deve fare marcia indietro, tornare a parlarsi e a trovare soluzioni per il futuro di questa città. Ho voglia di far politica per il bene della città, credo di poter fornire un supporto di idee per il bene comune. Non è però possibile far politica in un Esecutivo che da troppo tempo si trascina in una lunga catena di azioni e situazioni tendenti al posizionamento personale”.

“Tanti i motivi di disagio a fronte di un insuccesso elettorale: la scarsità di proposte politiche è evidente, l’esecutivo è vissuto non più come un luogo di confronto in cui selezionare idee e uomini migliori per il bene comune, ma come luogo in cui la prova muscolare fatta di voti e tessere è l’unico dogma a cui far riferimento. C’è un tempo per ogni cosa e il mio tempo da componente dell’esecutivo provinciale è
terminato. Concludo augurandomi che tutti i membri del PD possano riflettere sulla direzione, sui toni, e sul cammino da intraprendere”.

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