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Siracusa, Società in House, Corte dei Conti cita in giudizio 39 soggetti. Messina commenta: “le Agenzie costituite in piena correttezza amministrativa”


corte-die-conti-siracusatimesNews Siracusa: la corte dei conti cita in giudizio di 39 tra ex consiglieri e amministratori locali. L’accusa è relativa ad una vicenda del 2008 e per la quale viene oggi chiesto il pagamento di circa 208 mila euro, costo sostenuto per la costituzione di società in house poco dopo sciolte, con relativo sperpero, secondo l’accusa, di denaro pubblico (LEGGI QUI).

L’ex assessore e consigliere comunale Ferdinando Messina commenta così la vicenda:

“Con riferimento agli articoli di stampa sulle contestazioni mosse dalla Corte dei Conti al sottoscritto e ad altri amministratori del Comune di Siracusa relative alla costituzione di quattro Agenzie ed alle conseguenti dichiarazioni rese da alcuni esponenti politici coinvolti, intendo esporre alcune mie considerazioni in merito alla vicenda. Premettendo la mia più incondizionata fiducia nell’operato della Giustizia contabile, è opportuno precisare che le “Agenzie” non erano altro che società a totale partecipazione del Comune di Siracusa, utili a svolgere le attività ed i servizi già espletati da alcune cooperative (che utilizzavano personale proveniente dal bacino degli L.S.U.), e da personale precario in forza al Comune da oltre venti anni in base a contratti di diritto privato o altre forme contrattuali sempre di natura precaria.

La costituzione delle “Agenzie” avrebbe consentito una razionalizzazione dei servizi ed una più funzionale utilizzazione del personale; tale obiettivo è stato oggetto di molti incontri e riunioni, fino ad essere pienamente condiviso da tutte le forze politiche e sindacali, in ciò anche confortati da pareri resi da autorevoli professionisti della materia esterni al Comune e condivisi dagli uffici comunali che poi hanno favorevolmente espresso i propri pareri tecnici di competenza necessari per la regolarità della delibera di costituzione.

E’ pacifico che la totale condivisione dell’operato e del percorso a suo tempo fatto da parte degli attori di cui sopra, non consente oggi ad alcuno degli interessati al procedimento presso la Corte dei Conti di differenziare le proprie responsabilità sia politiche che amministrative e tanto più il discorso vale per coloro che svolgono professioni legali. 

Ribadisco la correttezza amministrativa di quanto deliberato anche in relazione alla situazione politica dell’epoca e ritengo che se, a causa di Leggi successivamente intervenute e dei ricorsi, – presentati in modo strumentale dagli oppositori dell’epoca dopo aver votato anch’essi la delibera – , non si fosse interrotto il percorso intrapreso oggi, probabilmente, non sarebbero accaduti alcuni fatti all’attenzione dell’opinione pubblica locale e nazionale”. 

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