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Siracusa: si è svolto ieri il convegno “governare bene sarà possibile, come passare dal populismo al popolarismo”


Luigi Sturzo siracusa times

News Siracusa: si è tenuto ieri il convegno sul tema “governare bene sarà possibile, come passare dal populismo al popolarismo” presso la Biblioteca dei Frati Minori.

Dopo i saluti del Padre Francesco Vinci dei Cappuccini di Siracusa, il consigliere nazionale dell’Anci Salvo Sorbello ha evidenziato la coincidenza con l’ iniziativa in corso a Roma a sostegno della famiglia, che è il vero motore del Paese.

“La vera ragione dell’attuale scarso peso politico dei vari movimenti di area cattolica – ha poi rilevato Sorbello – sta nel non aver correttamente attuato il popolarismo di Don Sturzo. Con papa Francesco si è però aperta una pagina nuova anche per l’impegno dei cristiani in politica, che deve essere rinnovato e rivolto con coraggio alla ricerca del bene comune”.

Bruno Maltese, presidente del Centro Sturzo di Siracusa, ha voluto sottolineare come sia indispensabile un forte legame con i valori morali ed ha messo in luce l’attualità del pensiero di Don Sturzo.

Dopo l’intervento di Luca Novara, docente di filosofia morale ed etica socio- politica presso l’Istituto superiore di Scienze religiose San Metodio, che ha coordinato il convegno, è intervenuto Giovanni Palladino, che ha affermato come: “per lungo tempo sia prevalso lo Stato arbitro e giocatore, che ha fatto male sia l’arbitro che il giocatore. La soluzione alla crisi politica sta nel passaggio al popolarismo, che non è un’ideologia, ma un efficiente metodo di governo”.

Il grande pensiero economico cattolico liberale del Novecento è purtroppo un tesoro prezioso ma inutilizzato – ha affermato Marco Vitale, noto economista d’impresa. Occorre quindi recuperare questo straordinario patrimonio intellettuale e morale, per animare un nuovo protagonismo cattolico nella vita civile e politica che, può realizzare l’economia sociale di mercato, che è l’unico modello che ha dato buona prova di sé e che offre prospettiva positive per il futuro, armonizzando mercato, solidarietà, sussidiarietà orizzontale e verticale. Rifarsi a Sturzo non è un atto di nostalgia, ma è un abbeverarsi a una fonte fresca di un grande pensiero, di una grande moralità, di un grande esempio, di una grande tradizione civile e religiosa ancora viva ed attuale”.

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