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Siracusa. Servizio di assistenza domiciliare integrata, il segretario della Cgil punta il dito contro l’Asp


News: <<Il lupo perde il pelo ma non il vizio>>. E’ così che il segretario generale della Cgil siracusana, Roberto Alosi, si rivolge all’Asp <<che ancora una  volta ha indetto una spregiudicata scelta aziendale in materia di appalti, rischiando peraltro di precipitare in un pericoloso limbo di legittimità contrattuale>>.

Alosi spiega i motivi per i quali si pronuncia in modo così rigoroso nei confronti dell’Azienda sanitaria aretusea. <<Dopo la controversa e ancora irrisolta vicenda delle 19 guardie giurate della Kgb, licenziate per fine appalto e non riassunte dall’azienda subentrante, i vertici dell’Asp di Siracusa ci riprovano e procedono all’assegnazione di una gara d’appalto per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi)>>.

Il segretario della Cgil punta il dito contro il criterio scelto dall’Asp per l’assegnazione del servizio. <<E’ stato preferito il parametro del massimo ribasso. Si tratta di una base d’asta di 17.187.000 euro per la durata di tre anni, prorogabile ancora un anno, fino ad un ammontare complessivo di 22.916.000 euro.  Le risorse stanziate segnano un incremento, rispetto al passato, di oltre il 70%, in conseguenza anche dell’aumento degli assistiti aventi diritto in provincia (quasi 3.000 unità l’anno, in prevalenza anziani e non autosufficienti). Non curante sia della responsabilità e del ruolo sociale che l’Azienda sanitaria svolge sul territorio  sia della delicatezza della materia trattata, il direttore generale sceglie, in autonomia, l’istituto del massimo ribasso piuttosto che quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, e assegna l’appalto all’impresa Primavera, che ha applicato un ribasso del 25%, pari ad un taglio su base d’asta di 4.250.000 euro. L’anomala compressione dell’offerta d’appalto si scarica per intero sul costo del lavoro degli operatori sanitari che vedono così svanire oltre il 35% dell’importo minimo già previsto dalle tabelle ministeriali di 21.36 euro l’ora. La paga si riduce così a soli 13 euro lordi. E come se non bastasse in regime di Partita Iva>>.

<<Per servizi similari in province a noi limitrofe – prosegue Alosi-  si è preferita la formula dell’offerta economicamente più vantaggiosa, mentre il direttore generale dell’Aspdi Siracusa continua lungo la strada del massimo ribasso, noncurante delle ricadute salariali sui lavoratori e della qualità del servizio reso agli utenti: l’accesso standard, di 40 minuti per ogni singolo intervento di assistenza domiciliare previsto dal bando di gara, rischia di essere travolto dall’esiguità della remunerazione oraria e quindi di generare una corsa forsennata e fuori controllo al fine di cumulare più accessi e più remunerazione  nel minor tempo possibile. Forse, piuttosto che applicare il massimo ribasso, sarebbe stato meglio applicare sistemi di controllo e di efficienza del servizio, oggi inesistenti – conclude Alosi – che non possono in nessun caso essere disgiunti dal riconoscimento di una giusta remunerazione per tutti gli operatori>>.

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