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Siracusa, secondo appuntamento con “Fuori Menù Extra”. La rassegna LGBT sceglie il docufilm “Non so perché ti odio”


fuori-menu-stonewall-siracusa-timesNews Siracusa: un docufilm per rispondere al perché, da secoli, l’omosessualità è “bollata” come pratica deplorevole, condannabile, inammissibile. Riparte così la rassegna cinematografica “Fuori Menù Extra” che, in occasione del suo secondo incontro, sceglie la pellicola “Non so perché ti odio – Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi” con Filippo Soldi in cabina di regia. L’appuntamento con il cinema LGBT è fissato, come di consueto, alle ore 20.00 presso la sala Arci di piazza S. Lucia, 20.

“Orgogliosi di portare a Siracusa questo docufilm – dichiara Tiziana Biondi presidente di Stonewall – che affronta tematiche, oggi più che mai tristemente attuali. Un film che ci auguriamo presto di poter far vedere all’interno di diversi istituti scolastici, anche se, vista la diffidenza e la riluttanza da parte, quasi esclusivamente, di dirigenti e di alcuni insegnanti, ci auguriamo possa essere visto proprio da loro. Le due categorie professionali alle quali ci rivolgiamo infatti da anni perché la scuola moderna garantisca un ambiente “inclusivo” di tutte le differenze, obiettivi che conclude Biondi – non possono essere realizzati se non mettendo in campo, con l’aiuto di pedagogisti e psicologi, efficaci strategie di prevenzione e contrasto alle discriminazioni e al bullismo anche di matrice omofoba e transfobica”.

La scheda del film “Non so perché ti odio – Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi”:

Da secoli l’omosessualità è oggetto di riprovazione e di condanna. Ma perché? Il documentario pone questa domanda a persone che hanno subito aggressioni omofobiche, persone che le hanno compiute e persone che rappresentano quei movimenti (Manif Pour Tous, Giuristi per la Vita, Sentinelle in Piedi, Forza Nuova, etc.) che, negli ultimi tempi, hanno preso posizioni nettamente contrarie alle istanze del mondo LGBT. Ma non solo… Il regista ha raccolto le testimonianze di chi ha subito aggressioni violente, di chi ha vissuto la propria adolescenza fra le prese in giro dei compagni, di chi ha più volte pensato al suicidio per non dover vivere una vita da omosessuale. Di chi ha visto il proprio figlio togliersi la vita.

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