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Siracusa. Aggredisce una minore alla Porta Marina, identificata la Baby Bulla dai Carabinieri


bullismoNews Siracusa: rissa tra minori alla Porta Marina, un’ordinario sabato sera di follia nel centro storico di Siracusa. I fatti si sono svolti due settimane fa, ma i carabinieri sono riusciti a identificare l’autrice dell’aggressione, ai danni di una minore.

Quell’isola dove, ogni fine settimana, giovani e meno giovani passeggiano con gli amici in cerca di qualche attimo di tranquillità, si trasforma sempre più spesso ormai in un “ring” dove giovani e meno giovani si confrontano con la violenza. Tutto deve essere testimoniato con gli smartphone, per dire “io c’ero”. Ma la tecnologia è alla portata di tutti, così non passa troppo tempo per i Carabinieri di individuare le immagini di quella notte e risalire ai responsabili. Un lavoro investigativo che comincia dai social, dove le immagini del pestaggio venivano pubblicate su Facebook e poi cancellato poco dopo ma i filmati sono stati acquisiti dai militari della stazione di Ortigia. Nel documento audiovisivo si nota il volto di una ragazza di 16 anni, immortalato dal telefonino di una sua probabile amica, ma ciò che più conta sono le sberle inflitte alla minorenne.

Più che una rissa è stata un’aggressione rivolta ai danni di una sola giovanissima. Volano schiaffoni. Attorno alle due ragazze si riunisce una folla di altri giovani. Una folla di astanti, invece di intervenire lascia che una delle due ragazze abbia il sopravvento sull’altra. Volano spintoni ed ulteriori offese verso la giovane lesa che, ad ogni tentativo di “uscire” fuori dall’inferno, viene spinta all’interno tra le risate chiassose di giovani divertiti dall’accaduto.

Adesso non resta altro alla 16enne che rispondere alle domande degli adulti, spiegare come si sono svolti i fatti, e subire le conseguenze della sua stupida bravata, immortalata dal ”regista” del filmato che ormai ha fatto il giro del web, anche lui colpevole, tutti i giovani testimoni di quella serata lo sono.

Non ci troviamo in una grande metropoli, siamo a Siracusa, ma in qualche modo la violenza trova sempre il modo per manifestarsi. In un posto dove genitori e familiari temono per un semplice sabato sera dei propri figli.

La domanda che ci poniamo a questo punto è come ci sentiremmo tutti se al posto di quella ragazzina ci fosse un nostro amico o uno dei nostri figli?

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