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Siracusa. Sarà inaugurata domani la mostra “Piena di Grazia. Il volto materno della Misericordia”


Immacolata Siracusa TimesDopo il peccato di Adamo ed Eva, Dio non ha voluto lasciare lumanità sola e in balia del male. Per questo ha pensato e voluto Maria santa e immacolata nellamore (cfr Ef 1,4), perché diventasse la Madre del Redentore delluomo. Dinanzi alla gravità del peccato, Dio risponde con la pienezza del perdono.

News Siracusa: Con la mostra Piena di Grazia. Il volto materno della Misericordia, il parroco di S. Giovanni Battista, la Confraternita dell’Immacolata e l’associazione culturale “Cultur’Arte Santa Lucia”, propongono alla città di Siracusa e a quanti lo desiderano un percorso visivo attraverso gli scatti fotografici di tre confrati dell’Immacolata.

Carlo Gilè, Valeria Iannuzzi e Sebastiano Petruzzello, confrati devoti e bravi fotografi amatoriali, hanno immortalato alcuni dei volti materni della misericordia raffigurati nelle sembianze della Vergine Santissima – da sempre venerata a Siracusa e da sempre invocata con diversi titoli – delle opere d’arte che la rappresentano e che sono custodite in diverse chiese, ma non solo, oggetto di devozione o silenti testimonianze dell’arte.

A parlare di misericordia sono quindi gli sguardi tanto ieratici quanto amorevoli, i sorrisi accennati e la gestualità delle raffigurazioni – statuarie e pittoriche – inserite in questa mostra.

Le Madonne Assunta, del Carmine, dei Miracoli, della Neve, del Pilar, della Catena, del Liberante, con il Bambino, e poi ancora la Madonnina delle Lacrime o la Madonna di Trapani, fanno tutte corona alle fotografie che ritraggono i particolari della grande statua del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria che si porta in processione in occasione della festa dell’8 dicembre e che tutti ormai veneriamo come l’Immacolata.

Una mostra che, nei giorni della festa di Maria Santissima Immacolata, ci invita a porre l’attenzione al Suo volto beato e materno – espressione della misericordia – e che al contempo diventa veicolo per un percorso nella città, attraverso i luoghi dove queste opere sono venerate e custodite, invitando il fedele, il cittadino e il turista ad osservarle dal vivo, sperimentando nel linguaggio dell’arte e della bellezza, la dolcezza materna della misericordia negli aulici sguardi di queste opere d’arte e dell’identità aretusea.

                                                                                                                                 Dario Bottaro

Quanto burrascosa e tempestosa è stata, nei secoli, la vita di Siracusa e dei Siracusani! Eppure la nostra Città ha avuto sempre l’incrollabile certezza che, nel turbinoso vortice del mare della storia in tempesta, sarebbe bastato volgere lo sguardo talora devastato, sfinito e oppresso dai dolori a quello dolce e materno di Maria per trovare pace. Ecco allora trovato il perché all’innalzarsi di numerosissimi altari in onore della Vergine Santissima: della Speranza (un tempo venerata proprio in questa Parrocchia di San Giovanni Battista), Immacolata, Assunta, della Lettera…

Volto soave, quello di Maria, materno, tenero, accogliente; Maria, da sempre invocata come «mater misericordiæ», non respinge nessuno e accoglie tutti… quante persone, ogni giorno, vedo passare dalla chiesa di San Filippo alla Giudecca e soffermarsi, in qualunque ora della giornata, davanti allo sguardo dolce e amorevole della Vergine Assunta: uomini, donne, ragazzi… in piedi dinanzi a Lei o in ginocchio… la guardano in volto, pregano e talora piangono, Le baciano i piedi, lasciano fiori, preghiere scritte su pezzi di carta, corone del Rosario… Queste persone mi edificano profondamente, rendono il mio cuore di Parroco sereno e speranzoso. La loro devozione – autentica e sincera – mi fa comprendere che Lei è e rimarrà sempre nel cuore dei siracusani come la «Stella ai periglianti scampo» – usando le parole del Manzoni. Anche oggi, come un tempo, il Siracusano SA che pregando Maria, confidando in Maria, sperando con Maria la barca della nostra vita, quasi sommersa dal buio della notte e dai flutti del mare, supererà la tempesta del male e raggiungerà il porto quieto e sereno della Pace.

                                                                                                                             il Parroco di S.G.B.

La mostra fotografica, che verrà inaugurata domani 27 novembre 2015 alle ore 18.30 presso la chiesa di San Filippo Apostolo alla Giudecca, sarà aperta al pubblico fino a giorno 6 gennaio 2016. 

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