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Siracusa. Rose bianche e azzurre, lacrime e cori per ricordare il “presidentissimo” Pippo Imbesi nel giorno dei funerali


News Siracusa: è andato via in silenzio lo scorso 25 gennaio (Leggi qui) l’ultimo “mecenate” del calcio aretuseo Pippo Imbesi. Un silenzio che “U Zu Pippo”, come tutti lo chiamavano, non amava particolarmente. Lui uomo di sport. Lui uomo di stadio. Lui uomo che amava la compagnia di parenti ed amici.

Si è spento all’età di 75 anni Pippo Imbesi scatenando, inevitabilmente, i ricordi più dolci e nostalgici sia di vecchi tifosi del Siracusa Calcio sia di nuovo leve che, di quel Siracusa che lo vide presidente dal 1986 al 1989 conoscevano ben poco.

Siracusa, oggi, si è riunita presso la Basilica di Santa Lucia per salutare l’ultima volta il “presidentissimo”.

Una folla gremita di giovani e meno giovani ha riempito la chiesa per salutare, l’ultima volta, quell’uomo che tanto fece sognare gli sportivi siracusani e tanto diede con la sua conosciutissima catena di supermercati.

Una bara ricoperta di rose rigorosamente bianche e azzurre. Una maglia, quella del suo amato Siracusa, adagiata come a volerlo riscaldare di un amore che non finirà mai per ciò che ha fatto per la Siracusa sportiva. Se n’è andato circondato dall’amore il “presidentissimo”. Quell’amore che lui stesso aveva per lo sport, per la sua famiglia e per la città.

Un’omelia, quella di padre Mario Marino, toccante e rivolta in particolare ai giovani presenti affinché possano prendere esempio dedicato la vita, con amore, dedizione e devozione, la vita al calcio. A quel calcio pulito dove primeggiava la voglia di fare e vincere piuttosto che quella di guadagnare.

Padre Marino ha parlato di Imbesi come di un uomo creativo ed ha domandato ai presenti: “E’ vero che ha portato il Siracusa Calcio ad alti livelli?”.

Dopo un iniziale silenzio i presenti hanno risposto con un rumoroso applauso che potesse fungere da ringraziamento verso un uomo che tanto ha dato ma è stato, anche, tradito da moltissime persone.

“Caro papà – ha salutato così il padre la figlia Milena – purtroppo è accaduto quello che da tempo, ormai, ci aspettavamo.
Non ci sei arrivato a palleggiare con mio figlio, il tuo adorato nipotino Gabriele. Ora cosa dirò papà quando spalancherà i suo grandi occhi, identici ai tuoi, chiedendo di <Nonno Pippo>? Dovrò cercami una scusa papà. Una scusa per non fargli capire che non ci sei più. Ti voglio ringraziare per essere stato mio pare. Noi continueremo le tue battaglie. Battaglie dove un papà guerriero ci ha insegnato il valore del coraggio. Continueremo, come ci hai insegnato tu, a lavorare e riusciremo ad andare avanti papà, non preoccuparti. Ti chiedo solo di strare al nostro fianco e di continuare sempre ad infonderci coraggio e forza papà. Proteggici e veglia su di noi che ti abbiamo amato e continueremo a farlo sempre. Proteggi la tua famiglia. Proteggi Gabriele e se non potrai farlo più con lui, ora palleggia felice con gli angeli. Noi, da qui, pregheremo per te portando stretto al cuore il tuo ricordo.
Ciao papà, ti voglio bene”.

Un folto corteo, al termine del rito religioso, ha accompagnato il feretro di Imbesi all’interno dello Stadio “Nicola De Simone”. Quel luogo tanto amato dove il “presidentissimo” ha lasciato lacrime e gioie. Sconfitte e vittorie. Sogni e dure realtà che li hanno infranti. Ed è così che il “De Simone” con il suoi ultras ha saluto Imbesi dedicandogli molti cori e ricordando la realtà ai presenti scandendo: “Un presidente. C’è solo un presidente”.

Si, perché per molti, lui quell’uomo dall’apparenza burbera ma sempre sorridente con tutti e generoso resterà per moltissimi sportivi l’ultimo vero presidente del Siracusa Calcio. Un uomo che pur di portare il “suo” Siracusa ad alti fasti ha perso moltissimo.

Oggi l’azzurro del cielo brilla ancora di più con la presenza di Pippo Imbesi, quel presidente che portava l’azzurro nel cuore pur amando il colore rosso. E che nell’ultimo viaggio poterà con se la maglia del suo adorato Siracusa Calcio.

 

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